Autore: Antonella Chiacchiaro

Mi presento sono Antonella Chiacchiaro insegnante in pensione con una grande passione per i bambini che mi porto dietro dal lontano 1983. Il mio lavoro mi ha restituito sempre tante competenze che ho acquisito nel corso degli studi ma anche durante la mia carriera. Sono specializzata come insegnante di sostegno e per ben 15 anni ho lavorato con bambini "speciali", speciali si perché mi hanno insegnato tanto ma anche io ho dato tanto, e per me sono e saranno sempre parte importante del mio vissuto. Durante la mia carriera come "Maestra" ho acquisito specifiche competenze che mi serviranno adesso per svolgere al meglio il mio nuovo e desiderato lavoro/divertimento. Dicono di me che sono una persona socievole, dinamica, volenterosa e desiderosa di imparare ancora grazie alla collaborazione che mi è stata offerta dalla redazione del giornalino” I Piccoli Quotidiano” diretto dal Professore Bartolo Scandizzo, che ringrazio per l’opportunità. Certa di un riscontro positivo colgo l’occasione per salutare tutti i partecipanti di questa meravigliosa "Redazione". Antonella Chiacchiaro

C’era una volta un bambino di nome Antonio che amava disegnare. Un giorno d’inverno, la maestra portò in classe una piccola stella di carta gialla. «Oggi è la Giornata della Memoria» disse con voce gentile. «È un giorno importante per ricordare persone che tanto tempo fa hanno sofferto perché qualcuno non è stato gentile con loro.» Leo guardò la stella. Era fragile, ma brillava. La maestra raccontò che, tanti anni prima, alcune persone venivano trattate male solo perché erano diverse: per il loro nome, la loro lingua, la loro religione. Molti bambini, come Leo, avevano perso il diritto di giocare,…

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Era un pomeriggio, e il parco giochi era pieno di bambini, risate e profumo di gelato alla fragola. Elisa, una bambina di sei anni con i capelli ricci e un vestito a pois, arrivò tenendo per mano la sua mamma. Aveva una missione:— “Oggi voglio salire sull’altalena alta-alta… tutta da sola!” Ma quando arrivò, l’altalena era occupata. C’era un bambino che dondolava fortissimo. Si chiamava Tommaso, aveva i capelli arruffati e rideva come il vento. Elisa si mise in disparte, un po’ triste. Tommaso, però, la vide. Frenò piano piano con i piedi, poi scese dall’altalena e disse:— “Vuoi salire…

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Che bello! Ecco una storia per bambini con protagonisti Riccardo, Rebecca e il loro simpatico nonno Gennaro, in cerca di funghi in montagna. La storia è semplice, divertente e ha un lieto fine… con un piccolo colpo di scena! Una mattina d’autunno, con l’aria fresca e il cielo limpido, Riccardo , Rebecca e il loro amatissimo nonno Gennaro si misero in cammino verso il bosco di montagna. — “Oggi si va a cercare funghi!” — disse il nonno con la sua voce allegra e il suo cappello da esploratore.— “Ma solo quelli buoni, mi raccomando!” — aggiunse, strizzando l’occhio. Rebecca…

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Che bello! Ecco una storia per bambini con protagonisti Riccardo, Rebecca e il loro simpatico nonno Gennaro, in cerca di funghi in montagna. La storia è semplice, divertente e ha un lieto fine… con un piccolo colpo di scena! Riccardo, Rebecca e i Funghi del Nonno Gennaro Una mattina d’autunno, con l’aria fresca e il cielo limpido, Riccardo , Rebecca e il loro amatissimo nonno Gennaro si misero in cammino verso il bosco di montagna. — “Oggi si va a cercare funghi!” — disse il nonno con la sua voce allegra e il suo cappello da esploratore.— “Ma solo quelli…

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Un lunedì mattina, la mamma disse con voce allegra:— “Oggi andiamo dal dentista!” Riccardo, 8 anni, sgranò gli occhi.Rebecca, 5 anni, fece una smorfia. — “Ma io NON voglio andare!” — disse Riccardo.— “Il dentista ha il trapano mostruoso!” — aggiunse Rebecca. La mamma rise:— “Ma no! Il dentista non è un mostro… è un supereroe dei denti puliti!” I due fratellini salirono in macchina un po’ sospettosi.Quando arrivarono, c’era una sala d’attesa piena di giochi, libri, e persino uno specchio che faceva le facce buffe! — “Ok… forse non è poi così male…” — disse Riccardo.— “Guarda! Una rivista…

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Era un sabato pomeriggio e Pippi Calzelunghe aveva deciso di organizzare una festa a Villa Villacolle. «Inviterò tutti!» disse entusiasta. «Persone, animali… e anche qualche nuvola, se ha fame!» Prese il suo grande libro delle ricette pazzerelle e disse:«Oggi farò… torte volanti!» Tommy e Annika, come sempre curiosissimi, arrivarono correndo. «Torte volanti? Ma volano davvero?» chiese Annika. «Certo!» rispose Pippi. «Le mie torte sono fatte con farina di nuvola, lievito solare… e un pizzico di vento del nord!» Si misero tutti in cucina. Pippi mescolava gli ingredienti ballando, mentre il suo cavallo bianco con le macchie nere teneva in equilibrio…

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A Villa Villacolle la primavera era arrivata con un balzo e una capriola. Pippi Calzelunghe, con le sue scarpe giganti e il suo spirito ribelle, decise che era il momento di organizzare un pranzo di Pasqua che nessuno avrebbe mai dimenticato. “Saltino,” disse alla sua scimmietta che dondolava sul lampadario, “oggi mangeremo uova di cioccolato grandi come angurie!” Pippi prese un enorme pennello e un secchio di vernice colorata. Invece di scrivere dei semplici biglietti, dipinse gli inviti direttamente sulle lenzuola stese al sole. “Venite a trovarmi per il pranzo più pazzo del mondo!” scrisse a lettere cubitali, aggiungendo cuori…

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In un luminoso mattino di primavera, Pippi Calzelunghe si svegliò nella sua casa colorata, Villa Villacolle, con un’idea brillante: organizzare la più straordinaria caccia all’uovo di Pasqua che il mondo avesse mai visto. Saltò giù dal letto con le sue trecce rosse che danzavano nell’aria e, senza nemmeno infilarsi le scarpe abbinate (perché, si sa, Pippi non fa mai le cose in modo ordinario), corse fuori in giardino. Il suo cavallo era lì che sonnecchiava e la scimmietta Signor Nilsson la osservava curiosa. «Oggi sarà una giornata epica!» annunciò Pippi. «Nasconderò uova ovunque… nei posti più improbabili!» E così fece.…

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In una mattina piena di sole, Pippi Calzelunghe si svegliò… ma qualcosa non andava. «Che strano!» disse stiracchiandosi. «Dove è finito il mio cuscino?» Guardò sotto il letto, sopra l’armadio, dietro al cavallo (che dormiva ancora beatamente in cucina), ma del cuscino nemmeno l’ombra. Allora Pippi decise di chiamare i suoi amici, Tommy e Annika. «Ragazzi! È successo qualcosa di terribile! Il mio cuscino è fuggito!» Tommy rise. «Magari è andato in vacanza!» «O forse ha deciso di diventare un paracadute!» aggiunse Annika. Pippi ci pensò su. «Mmm… paracadute cuscinoso… è possibile! Ma meglio indagare!» Così i tre amici iniziarono…

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C’era una volta un simpatico coccodrillo di nome Lillo. Lillo era un coccodrillo un po’ speciale: quella mattina si era svegliato… senza i suoi dentini! 😮 Vicino al fiume c’era la scuola di Rebecca, con un grande giardino pieno di alberi, fiori e cespugli dove i bambini giocavano durante la ricreazione. Quel giorno Rebecca, Margherita, Emma R, Emma B, Amina ed Eva stavano correndo e ridendo in giardino. Stavano inventando un gioco nuovo quando, all’improvviso, sentirono un piccolo lamento: — “Oh no… dove saranno finiti i miei dentini?” 🐊 Le bambine si girarono e videro il coccodrillo Lillo che camminava…

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