Blunotte e i suoi fratelli
Il nome dice tutto, è un presagio, è tutto un programma. Mi chiamo Blunotte, come può mai essere uno con questo nome?
Non sopporto il caldo né la luce accecante, non sopporto rumori, le chiacchiere inutili e il trambusto del giorno quindi preferisco fare lunghe dormite. Gli amici dicono che sono sempre di cattivo umore, bislacco e sgarbato. Ebbene sì, riconosco di avere un caratteraccio, ma loro perché girandolano in pieno giorno e disturbano la quiete di chi dorme? Mi piace uscire di sera tardi, all’imbrunire. Con il fresco mi va di canticchiare, di ascoltare musica sotto le stelle. Potrei anche suonare il pianoforte… ma non certo per quella scabertola di Rosatenue!
È Giallosole che vorrei con me, ma lei di sera se ne sta in panciolle sulla sua amaca e mi risponde sbadigliando: «Blunotte, mi dispiace, sono troppo stanca per uscire, ho giocato tutto il giorno!»
Ci fossero almeno i miei fratelli qui con me… invece sono partiti più di un anno fa per andare oltre l’orizzonte, alla scoperta di ciò che esiste nel mondo colorato di blu. Dannata curiosità!
Beato me che non ne soffro!
Mi hanno promesso che torneranno a casa quanto prima e porteranno oggetti, pietre, animali e fiori blu. Mi mancano tanto, era divertente giocare con loro e fare scherzi ai passanti. Indaco, Celeste e Ciano hanno sempre idee nuove per la testa, Turchese, Azzurro e Cobalto sanno inventare indovinelli e scioglilingua molto spassosi.
Ma aspettate un po’… mi sembra di vedere Turchese in fondo al viale! È proprio lui!
Ora sono curioso anch’io di sapere cosa ha trovato, dov’è stato finora, che cosa ha visto e imparato con il suo lungo viaggio… vi racconterò tutto domani sera all’imbrunire.
Fatevi trovare qui vicino casa mia, perché non mi va mica di venire a cercarvi!

