di Gianni Rodari
Gli odori dei mestieri
Io so gli odori dei mestieri:
di noce moscata sanno i droghieri,
sa d’olio la tuta dell’operaio,
di farina il fornaio,
sanno di terra i contadini,
di vernice gli imbianchini,
sul camice bianco del dottore
di medicine c’è un buon odore.
I fannulloni, strano però
non sanno di nulla e puzzano un po’.
I colori dei mestieri
Io so i colori dei mestieri:
sono bianchi i panettieri,
s’alzano prima degli uccelli
e han la farina nei capelli;
sono neri gli spazzacamini,
di sette colori son gli imbianchini;
gli operai dell’officina
hanno una bella tuta azzurrina,
hanno le mani sporche di grasso:
i fannulloni vanno a spasso,
non si sporcano nemmeno un dito,
ma il loro mestiere non è pulito.
Nelle due filastrocche, che sembrano quadri dipinti con fiori profumati, il Maestro invia un messaggio importante sul valore del lavoro che completa e qualifica l’essere umano.
Nei versi l’Autore dà valore a tutti i mestieri senza distinzione di sorta, perché ogni lavoro ha la sua specifica funzione e una propria dignità.
Ma “il fannullone” non lo considera e a lui il Poeta toglie ogni colore e ogni profumo, rendendolo un essere spoglio, che ispira solo ribrezzo.

