Era un pomeriggio, e il parco giochi era pieno di bambini, risate e profumo di gelato alla fragola.
Elisa, una bambina di sei anni con i capelli ricci e un vestito a pois, arrivò tenendo per mano la sua mamma.
Aveva una missione:
— “Oggi voglio salire sull’altalena alta-alta… tutta da sola!”
Ma quando arrivò, l’altalena era occupata. C’era un bambino che dondolava fortissimo. Si chiamava Tommaso, aveva i capelli arruffati e rideva come il vento.
Elisa si mise in disparte, un po’ triste.
Tommaso, però, la vide.
Frenò piano piano con i piedi, poi scese dall’altalena e disse:
— “Vuoi salire tu? Io posso spingerti!”
Elisa sorrise sorpresa.
— “Davvero?”
— “Certo! A me piace spingere fortissimo, ma solo se prometti che urli ‘weee!’ come un razzo!”
Elisa salì. Tommaso spinse piano, poi un po’ più forte… e poi:
— “WEEEEEEEE!” — urlarono entrambi, ridendo.
Dopo un po’, si scambiarono i ruoli: Elisa spinse, Tommaso volava.
Poi giocarono a scivolare, a costruire torri con la sabbia, e perfino a raccogliere sassi “magici”.
Quando il sole cominciò a calare, la mamma di Elisa disse:
— “È ora di tornare a casa.”
Elisa salutò Tommaso con un cinque e gli disse:
— “Vuoi essere il mio amico di parco?”
Tommaso rispose:
— “Sì, ma solo se domani torniamo e costruiamo un castello gigante!”
E così nacque una nuova amicizia, fatta di altalene, sabbia, sorrisi…
e una promessa semplice, ma bellissima:
“Ci vediamo domani!”

