- Alice e i Due Bambini Curiosi nel Paese delle Meraviglie
- Laurent, il ragazzo “super-cervellone” che vuole aiutare tutti
- Nino il castoro e il bosco che aveva sete
- Quando i disegni dei bambini presero vita
- Il viaggio interrotto della plastica
- Elefantino blu, porcellino giallo Di Giovanni Caviezel
- La Pizza…
- La stella di carta
Autore: Cicciomede
Francesco Di Concilio, alias Cicciomede, è un apprendista scrittore.
Si è laureato in antropologia culturale a Roma con una tesi sul Clown, si sta formando come attore di teatro fisico e si sta specializzando in Storia medievale all'università di Napoli.
Nel tempo libero, si dedica a infornare pizze e a scrivere piccole storie.
Vi è mai capitato di scoprire qualcosa? E quando dico scoprire intendo trovare qualcosa che non ci aspettavamo proprio potesse essere lì. Non perché la stavamo cercando, perché quando cerchi, sai quello che stai cercando, e non ti sorprendi più di tanto quando lo trovi. Però, quando trovi tutt’altro, come Cristoforo Colombo che è partito per l’India e ha sbattuto contro l’America, allora possiamo parlare di vera SCOPERTA. Ma scoperta è anche quando non cerchiamo niente in particolare e per caso incappiamo in qualcosa che ci stupisce, ci dà gioia, tristezza o rabbia. Quando scopriamo che il giorno dopo non…
È passata più di una settimana, ma abbiamo un discorso da concludere, ricordate? L’altra volta ci chiedevamo come funziona la nostra LINGUA e ci siamo lasciati chiedendoci se anche gli animali possiedono una vera e propria lingua come la nostra, con parole, una grammatica, delle metafore. Non c’è una risposta facile, ma tanto per cominciare possiamo dire che quella degli animali di certo non è una lingua scritta. O meglio, non mi è mai capitato vedere una pecora usare una piuma d’oca per scrivere una poesia, oppure osservare un’oca battere a macchina con il becco. Gli animali hanno un modo…
Se non hai letto la prima parte, puoi farlo qui: [link] Insomma, tra una smorfia e un acuto, la commessa pensò di aver capito che il cliente straniero avesse bisogno di un certo oggetto, che doveva servire a una certa cosa in un certo modo. La sonna capì anche che, nonostante tutto, il nome di tale oggetto coincideva sia nella sua lingua che in quella del cliente. Ragion per cui pensò, stizzita, che se lo straniero lo avesse detto subito, invece di emettere suoni incomprensibili per svariati minuti, avrebbe passato meno tempo con una smorfia perplessa sulla faccia. Una fatica non…
Rua era una lampada senza lampadina. Viveva in un vecchio ferramenta, sopra uno scaffale polveroso del retrobottega, tra bulloni di seconda mano e viti spanate che si prendevano gioco di lei tutto il tempo. Dicevano che nessuno la sceglieva mai perché era piccola, storta e aveva una testa talmente grande che al minimo movimento del collo rugoso, si ribaltava sbattendo ovunque. Per questo era anche un po’ ammaccata. La lampada, ogni volta che sentiva il campanello della porta del ferramenta, sperava che qualche cliente chiedesse qualcosa che si trovava nel retrobottega, quindi che la commessa passasse di lì per caso,…
Non vi sarà di certo sfuggito che in questo periodo, a Pechino, capitale della Cina, si stanno svolgendo i Giochi Olimpici Invernali. Quello che probabilmente vi sarà sfuggito, ed era sfuggito anche a me fino a cinque minuti fa, è quella parola che usiamo con tanta disinvoltura più o meno ogni due anni, quando ci sono questi grandi raduni sportivi, e cioè OLIMPIADE. O meglio, il suo significato. Cuore di questo nobile termine è Olimpia, un’antica città della Grecia famosa, ai suoi tempi, per ospitare giochi a cui partecipavano atleti provenienti da tutte le coste del Mediterraneo, che era praticamente…
Oggi voglio parlarvi di quella cosa da cui dipendono tutte le parole di cui ci stiamo occupando in questa rubrica. Senza dimenticare tutte le altre, quelle che pronunciamo tutti i giorni, quelle che ci vengono dette, quelle che leggiamo o scriviamo, oggi ci chiediamo cos’è la LINGUA. Sì, certo, oltre a quella specie di muscolo che ci ritroviamo in bocca e che usiamo per leccare il gelato, gustare il cibo e fare le boccacce, chiamiamo LINGUA l’insieme di suoni e segni che usiamo per trasmettere un messaggio, dal più semplice (“Mamma, ho fame!”), al più complesso (“Egregio genitore, la disturbo…
Vi siete mai imbattute/i in parole che vogliono dire cose diverse anche se si scrivono uguali. Immagino di sì, a me succede sempre. Oggi, per esempio, pensavo alla parola FINE e ai suoi diversi significati a seconda di come la usi. Tanto per cominciare, c’è LA FINE, femminile singolare, che è il significato più comune che le attribuiamo, ovvero come “termine” o “destinazione” di un fatto, un’azione o un periodo. Ma non c’è da spaventarsi, perché non c’è niente che finisce davvero: a una fine segue sempre, sempre, un inizio. Poi abbiamo IL FINE, maschile singolare, nel senso di “obiettivo”,…
Avete presente il Presepe? Quella specie di ricostruzione in miniatura della scena della natività di Gesù che fate con mamma, papa o i nonni? Vi siete mai chiesti perché si fa proprio così, con la mangiatoia, l’asinello, il bue, i pastori e i re Magi? Forse lo avete fatto e qualcuno vi ha anche risposto con tono perentorio: «Perché così è scritto!». Beh, anche se non è la migliore delle spiegazioni, non hanno tutti i torti. Molte delle scene che vengono raffigurate nel Presepe, infatti, sono narrate all’interno di due libri che si trovano nella Bibbia cristiana, libro sacro della…
Vi sarete sentiti dire più di una volta dai vostri genitori, zii, cugini, fratelli e sorelle maggiori: “vado al lavoro”. Ma cos’è il LAVORO? A cosa serve? Poiché siete bambine e bambini svegli avrete già posto questa domanda e vi avranno già risposto qualcosa come: “il lavoro serve a guadagnare i soldi per poter comprare cibo, vestiti e racchette da tennis”. È vero, ma cosa si fa quando si va al LAVORO? Difficile dirlo, soprattutto perché esistono tantissimi tipi di lavoro diversi, ognuno con uno scopo diverso. Abbiamo, ad esempio, il netturbino, la professoressa, il postino, la camionista, il riparatore…
La parola FILOSOFIA non ha niente a che fare né con i gomitoli, né con una signora di nome Sofia, che molto probabilmente lavora a maglia nel tempo libero. “Filosofia” è formata da altre due parole che appartengono alla lingua greca classica, la lingua che si parlava in Grecia molto tempo fa e che alcune e alcuni di voi studieranno al liceo o all’università. Una è ‘filòs’, che significa ‘amore’, l’altra è ‘sophia’ (si legge ‘sofia’), che vuol dire sapere. Dunque, la Filosofia è l’amore per il sapere ed è una cosa che l’essere umano ha manifestato sin dall’inizio della…
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