È passata più di una settimana, ma abbiamo un discorso da concludere, ricordate?
L’altra volta ci chiedevamo come funziona la nostra LINGUA e ci siamo lasciati chiedendoci se anche gli animali possiedono una vera e propria lingua come la nostra, con parole, una grammatica, delle metafore.
Non c’è una risposta facile, ma tanto per cominciare possiamo dire che quella degli animali di certo non è una lingua scritta. O meglio, non mi è mai capitato vedere una pecora usare una piuma d’oca per scrivere una poesia, oppure osservare un’oca battere a macchina con il becco.
Gli animali hanno un modo di comunicare diverso da noi esseri umani, fatto di versi, segnali e in qualche caso anche gesti. Ma tutti questi aspetti possono rappresentare una vera LINGUA ANIMALE?
Sarebbe divertente l’idea di imparare l’elefantese o di discutere in gattiano sulle varietà di gomitoli esistenti; tuttavia, esistono molte differenze che separano il linguaggio parlato umano dalla comunicazione animale.
Bastano giusto un paio di esempi per dimostrare quanto ho appena detto:
1)innanzitutto, con la nostra lingua (umana) possiamo permetterci il lusso di parlare della lingua stessa, di come funziona, da cosa è formata, di quali caratteristiche abbia; i cani, per quanto ne sappiamo, non abbaiano per discutere del loro abbaiare o i corvi si interrogano sulla natura del loro gracidio;
2)noi esseri umani possiamo parlare anche di cose lontane da noi sia nello spazio che nel tempo; in cavallo non si metterà mai a nitrire con voi sul sapore del fieno che ha mangiato ieri.
Questo è sufficiente a capire quanto la nostra lingua sia particolare rispetto a quella degli altri animali, non migliore o in qualche modo speciale.
Anche perché, in quanto umani, possiamo provare a conoscere meglio le cose che ci riguardano, rispetto a quelle degli altri esseri viventi.
Forse.
Cicciomede
[Copertina di Ivo Guderzo – ErrareUmano.org]

