Oggi voglio parlarvi di quella cosa da cui dipendono tutte le parole di cui ci stiamo occupando in questa rubrica. Senza dimenticare tutte le altre, quelle che pronunciamo tutti i giorni, quelle che ci vengono dette, quelle che leggiamo o scriviamo, oggi ci chiediamo cos’è la LINGUA.
Sì, certo, oltre a quella specie di muscolo che ci ritroviamo in bocca e che usiamo per leccare il gelato, gustare il cibo e fare le boccacce, chiamiamo LINGUA l’insieme di suoni e segni che usiamo per trasmettere un messaggio, dal più semplice (“Mamma, ho fame!”), al più complesso (“Egregio genitore, la disturbo per segnalarle umilmente la necessità di nutrirsi del sottoscritto”).
La usiamo tutti i giorni, la impariamo da piccole, la trasformiamo, la inventiamo, la sbagliamo, eppure un sacco di gente la studia per anni per capire davvero cosa sia e come funziona.
Esatto, perché non basta dire che la LINGUA è ciò che diciamo. Per capire davvero come è fatta bisogna studiarla per quello che è, ovvero un insieme di segni composti da due parti:
· la prima, è l’insieme di segni e suoni presi per quello che sono, ovvero simboli e suoni (le parole scomposte, le singole lettere e i suoni che esse producono), che chiamano SIGNIFICANTE;
· la seconda è l’immagine, l’idea reale o inventata che quei suoni ci fanno venire in mente, ovvero il SIGNIFICATO.
Questi due elementi, insieme, formano la base della lingua che parliamo e di quelle che impariamo nel corso della vita.
Vi siete mai chiesti se la nostra LINGUA sia l’equivalente del LINGUAGGIO degli animali?
Io sì, ma ho bisogno di una settimana per scoprirlo.
Poi vi dico.
Cicciomede
[Copertina di Ivo Guderzo – ErrareUmano.org]

