Avete presente il Presepe? Quella specie di ricostruzione in miniatura della scena della natività di Gesù che fate con mamma, papa o i nonni? Vi siete mai chiesti perché si fa proprio così, con la mangiatoia, l’asinello, il bue, i pastori e i re Magi?
Forse lo avete fatto e qualcuno vi ha anche risposto con tono perentorio: «Perché così è scritto!». Beh, anche se non è la migliore delle spiegazioni, non hanno tutti i torti.
Molte delle scene che vengono raffigurate nel Presepe, infatti, sono narrate all’interno di due libri che si trovano nella Bibbia cristiana, libro sacro della religione cattolica, ovvero i vangeli di Luca e di Matteo, che raccontano anche di quando Gesù era piccolo.
Altri particolari, invece, arrivano da altri libri che non sono stati inclusi nella Bibbia, che riportano tradizioni come quella del Bue e dell’Asinello.
Esistono molti modi di fare il Presepe, e si può sempre inventare un modo nuovo.
Io, se dovessi farlo oggi, farei qualche cambiamento: innanzitutto, nella capanna metterei una famiglia allargata e numerosa in cui non si capisce chi è la madre o il padre e in fondo non importa; poi, i pastori li farei giocare a pallone o a nascondino in attesa di essere richiamati per un grande pranzo; il bue e l’asinello li metterei in una bella stalla piena piena di paglia dove possano riscaldarsi anche loro invece di riscaldare gli altri. E i re Magi… non lo so, devo pensarci un po’. Ma ho tempo fino al 6 gennaio!
E ora ditemi. Voi come avete fatto il vostro Presepe?

