Autore: Bimed

Bimed è Borsa Mediterranea del Turismo

Nel mondo dei due soli era sempre giorno e sempre adesso. Lì, dove la luce vinceva sempre sull’oscurità, nulla cominciava e nulla mai finiva. La memoria non serviva, perché non c’era assolutamente niente da ricordare e non esisteva la storia. Quel mondo senza tempo galleggiava, chissà da quanto, dentro una realtà senza passato né futuro, ed era tutto sempre uguale, noioso. «È solo una clessidra». Lea si rigirò tra le mani quel delicato oggetto, di legno e vetro, formato da due vasi conici, comunicanti fra loro, che le ricordavano una strana emozione. All’interno c’era della sabbia bianca che passava, scivolando…

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  Marianna si era svegliata presto quella mattina, in tempo per partire in gita per la montagna con la sua classe. Dopo un po’ di strada, dai finestrini dello scuolabus, videro sorgere il paese. Non appena scesi, respirarono tutti l’aria frizzantina e profumata di legna. Intorno: case costruite con antiche pietre di fiume e assi di legno che resistevano al passare del tempo. «Le case più vecchie del paese sono quelle sotto la chiesa, verso il torrente» fece notare la maestra «costruite vicine tra loro per lasciare più spazio ai pascoli». Nel vederle così addossate le une alle altre, Marianna…

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Come potessero gli adulti divertirsi ad una festa del genere, lo sapevano solo loro. Era il 14 luglio, calda giornata estiva, e Isabella, una ragazzina di undici anni, si stava domandando quando sarebbe potuta andare via da quel ristorante. Si trovava ad una festa, data in onore di una sua parente – probabilmente una cugina di suo padre – che dopo anni e anni di studio era riuscita a diventare medico. Bella, ovviamente, era consapevole che dovesse essere qualcosa di grande, ma proprio non riusciva a non annoiarsi. Lì erano tutti adulti, non era certo un evento per i bambini:…

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  Il Castello del Tempo Perduto era un posto incantato e si trovava in cima a una collina, lontano dalla città. Meg e Ben vi erano arrivati per caso, dopo essersi persi nel bosco; avevano risalito la collina e si erano trovati davanti a un grande portone. Avevano bussato e, subito dopo, un piccolo signore vestito di blu li aveva accolti dicendo di essere il maggiordomo. I ragazzi gli dissero di aver bisogno di sapere dove fossero finiti e come tornare a casa. L’ometto vestito di blu, quasi come se non li avesse sentiti, condusse loro per un lungo corridoio,…

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È estate, la maestra Melissa ha invitato a casa sua la V B, i bambini ci andranno in bicicletta. L’appuntamento è davanti alla scuola ma il cancello è chiuso perché è festa e per di più è luglio. Anita e Clara, aspettano gli altri sedute in sella con un piede su di un pedale e l’altro a terra per non cadere. Matteo le saluta da lontano, indossa un berretto blu, maglietta bianca, pantaloni corti, e scarpe da ginnastica rosse. Ha uno zaino sulle spalle. «Cosa c’è lì dentro?» vogliono sapere le ragazze «Non saranno mica libri?» «Tante focaccine» risponde lui «se per caso ci…

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«Maestra, posso darti una mano?» chiese Paolo. Era sempre il primo ogni mattina ad arrivare all’ingresso della scuola primaria. Dalla sua posizione osservava la maestra arrivare, parcheggiare e poi scendere dalla macchina. Da ciò che la maestra Emilia portava in mano, Paolo cercava di indovinare le attività didattiche che avrebbero svolto in classe e di spoilerare ai compagni. Quella mattina era davvero difficile intuire l’attività: la maestra aveva uno strano oggetto in mano, era fatto di legno e di vetro, sotto al braccio teneva poster e cartelloni; nell’altra mano portava una borsa piena di libri. Al suono della campanella, i…

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C’era una volta, in un paese lontano lontano, un piccolo villaggio chiamato Machu Picchu che era sempre stato un paese rigoglioso con una fitta vegetazione ma, improvvisamente, cominciò a non piovere. La sacerdotessa consultava le stelle perché il suo popolo era afflitto dalla siccità. Consultando gli astri capì che, per indurre la pioggia a portare vita alle sue Terre, era necessario trovare il bastone a due punte del vecchio mago della pioggia che si trovava in fondo a un lago Vulcanico, molto lontano dal paese degli Incas, perché rubato da un falco che lo fece cadere laggiù. Chi poteva andare…

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Agosto a casa dei nonni. Bellissima la proposta, gli era sembrata accattivante la possibilità di trascorrere un bel po’ di tempo senza i genitori, o per lo meno senza i genitori per gran parte della settimana, insieme ai nonni materni, dolcissime persone che tendevano a viziarlo. Sarebbe andato lontano da casa, ma non troppo, in luoghi tutti da scoprire e senza troppi controlli, visto che ora aveva l’età giusta per tentare scoperte ed avventure intorno alla cascina tra le vigne e i boschi di castagni, perché adesso aveva dieci anni e non era più il piccolo di famiglia da tenere…

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  Essere scaraventati su un’isola deserta è in sé abbastanza scocciante, soprattutto se non avete avuto il tempo di portarvi dietro tutte le cose che avreste voluto portarvi, compresi (forse) i genitori, che se ne stavano su un’altra barca, non molto distante dalla vostra, ma comunque troppo lontana per poter intervenire ed evitare ai propri figli il disastro del naufragio. E quindi il naufragio c’è stato, come nei film, e Luca, Giuditta e Giampaolo, mentre se ne stavano a bordo del gommone calato dalla barca dei genitori, travolti da improvviso tifone, si ritrovano su quest’isola che non era prevista sulla…

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  Il club SPREME nacque il 2 aprile di un anno come tutti gli altri. Fu fondato da quattro amici della stessa classe: Giulia, Elisa, Carlo e Richard. Fu Elisa a immaginarne il nome: era la più fantasiosa. Suggerì SPREME per due semplici motivi. Il primo: tutti e quattro si sentivano “spremuti”, dalla famiglia con le cose che potevano fare e non fare e dalla scuola con le cose che dovevano fare e non fare. Il secondo: SPREME era l’anagramma di SEMPRE e loro sarebbero rimasti SEMPRE amici e non c’era da aggiungere altro. I quattro dello Spreme divennero famosi…

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