Autore: Bimed
C’è chi butta e chi raccoglie. C’è chi usa e chi spreca. C’è chi aggiusta e chi getta. Ho imparato dalla nonna A “buttare l’occhio” per terra Mentre cammino. Trovo sempre qualcosa di interessante, anche solo una moneta, una penna, che metto in tasca o nello zaino. La nonna ripete spesso: “in ogni cosa ci sono storie da scoprire e studiare… tu non immagini quanto abbia imparato dagli oggetti che ho raccolto nel corso degli anni. Sono come libri di storia, di geografia e persino di matematica!” Sapete che la nonna, nonostante la sua età, abbia ancora voglia di incuriosirsi…
Tutto ebbe inizio una mattina d’estate, alle porte della città di Uruk, nella lontana terra dei Sumeri. Come per magia, l’acqua del fiume, frazionata in cento piccoli rigagnoli, scivolò dolcemente fino a raggiungere gli abitanti che l’attendevano con gioia. Per la prima volta il piccolo Sargon poté bere e rinfrescarsi senza compiere alcuno sforzo. Per lungo tempo le sue giovani spalle si erano incurvate sotto il peso delle giare colme d’acqua, nel faticoso cammino che conduceva all’Eufrate. Adesso, come in un incantesimo, l’acqua camminava da sola, leggera e fresca, arrivando a pochi passi dall’uscio di casa. Ma chi c’era dietro…
Maruska è una bambina di 8 anni ed è attratta da cose che la meravigliano. Ama i film di fantascienza, le grandi scoperte scientifiche, le più belle auto da corsa, gli animali strani, i gioielli che brillano, etc… tutte cose che secondo lei procurano meraviglia. Ai compagni di classe non c’è giorno che lei non faccia vedere, dal suo cellulare, immagini affascinanti come per esempio una modella che indossa un abito costosissimo, un anello con brillanti, un paio di scarpe firmate, un missile altamente tecnologico che può lanciare testate nucleari a migliaia di km, etc., insomma tutto ciò che può…
I suoi genitori amavano i nomi palindromi e scelsero per lui Oddo. Se avessero saputo i problemi che, involontariamente sia chiaro, avrebbero causato al loro figlio unico forse avrebbero scelto diversamente. Ma tant’è ormai era fatta! Nome di origine germanica, deriva da audha ovvero ricchezza, con il significato di persona potente. Per fortuna sua quel nome non gli fece montare la testa! Non era diventato neanche una persona importante, almeno nel significato comune, ma curioso, attento, un po’ impulsivo e, soprattutto, serio, quello sì. Era serissimo! Figuratevi che l’unico soprannome che gli fu appioppato, pochi mesi dopo la nascita, fu…
Erano giunti dalle montagne ormai due cicli fa. I lupi. Erano giunti nel bosco. Erano giunti. E non avevano chiesto a nessuno il permesso di restare. Eppure, senza garbo e senza cortesia, si erano autodichiarati I CAPI. Capi di che, poi? Tutti gli animali sapevano perfettamente che, se c’è un capo che tutto orchestra e tutto organizza, è Natura. Ma loro, forti delle loro zanne lucenti e del loro sguardo minaccioso, avevano iniziato a fare incursioni, in gruppo beninteso, perché da soli non avrebbero mai avuto questo coraggio! Ora spaventavano gli scoiattoli, ora correvano verso le povere lepri, ora, ancora,…
«Sei inutile ormai». Queste parole erano rivolte da Alvaro, un alzacristalli elettrico a tripla velocità di un SUV di lusso, a Manu, una piccola manovella che per anni era servita ad alzare e abbassare manualmente i vetri di una minuscola utilitaria. Poi l’auto era stata demolita e il rottamatore aveva preso Manu per far giocare suo figlio, che dopo un po’ si era annoiato e l’aveva dimenticata sul sedile posteriore del SUV. Manu, sospirò. Era vero, era inutilizzabile ormai e prima o poi l’avrebbero buttata tra i rifiuti. Ricordava quando la mano del guidatore la girava velocemente per abbassare il…
«Sarà la fine del mondo!» dissi mentre fissavo l’orizzonte. «No, anzi, il contrario.» rispose Oliver spruzzandomi la schiena. Mi girai verso di lui cercando i suoi occhi: «Tu ci credi?» Ma Oliver era già sparito dentro l’acqua e sembrava non voler riemergere. «Tu ci credi?» chiesi nuovamente quando tirò fuori la testa con la faccia coperta dai capelli lunghi. «Ormai sono mesi che non si parla d’altro… Anche la pandemia e la guerra sembrano lontanissimi ricordi…» fece lui scrollando la testa per asciugarsi come fanno i cani «Ti ricordi quando quello scienziato lo annunciò per la prima volta? Se non…
A Sebastiano piacevano molto gli animali, le pecore in particolare. Era cresciuto in mezzo a loro in quella terra invidiata da molti anche se poco aveva a che vedere con la Costa Smeralda. Ulassai è un comune sardo affollato da poche anime che si trova in una terra aspra e misteriosa. La Barbagia, gli raccontava il bisnonno, era una terra di momottis de aturus mundus, mostri di altri mondi, e tutte le storie che gli raccontava finivano sempre in maniera imprevedibile. «Non servono grandi strumenti per sconfiggere un mostro, a volte basta giocare un po’ d’astuzia. Devi essere sempre un…
Mi chiamo Vasco, che probabilmente è solo una variante di Basco, e significa “SPACCONE”. Questo, secondo un libro che mia madre consultò per scegliermi il nome, affascinata dalla storia di un certo Vasco Da Gama, un portoghese che, a quanto pare, ebbe la fortuna di guidare le navi del RE del Portogallo, Emanuele I, verso l’Oriente. Sono nato nell’ultima stanza buia di una casa buia e sono cresciuto fra mobili e oggetti antichi, libri scritti in latino e un’infinità di cianfrusaglie alle quali non ho mai dato molta importanza. Sono cresciuto a pane e burro e a gocce di limone…
«Guarda si è alzato un bel vento» commentò Ismael con lo sguardo rivolto verso la grande finestra, nella parete accanto a quella della lavagna interattiva. Gioele non rispose, apparentemente schiacciato dalla stanchezza mentale di quella lezione di tecnologia. Respirava appena, dandogli le spalle in quella stanza deserta, mentre tutti i loro compagni erano in corridoio a far merenda. «Vuoi che usciamo a fare uno spuntino anche noi?» continuò Ismael, sperando di sentirsi rispondere almeno un monosillabico sì. Gioele però era strano, sembrava rapito da qualcosa d’insolito che a guardarlo bene non poteva essere quella stanchezza mentale. Negli ultimi giorni si…
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