C’era una volta, in un paese lontano lontano, un piccolo villaggio chiamato Machu Picchu che era sempre stato un paese rigoglioso con una fitta vegetazione ma, improvvisamente, cominciò a non piovere.
La sacerdotessa consultava le stelle perché il suo popolo era afflitto dalla siccità.
Consultando gli astri capì che, per indurre la pioggia a portare vita alle sue Terre, era necessario trovare il bastone a due punte del vecchio mago della pioggia che si trovava in fondo a un lago Vulcanico, molto lontano dal paese degli Incas, perché rubato da un falco che lo fece cadere laggiù.
Chi poteva andare a recuperarlo in fondo a quel lago lontano?
Solo Marco, suo figlio, sarebbe stato capace di un’impresa così difficile.
La sacerdotessa era preoccupata, ma non c’erano altre soluzioni e quindi chiamò Marco. Anche Marco viveva a Machu Picchu.
Quel che è certo è che Machu Picchu era legata alculto del Sole e degli astri perché abitata da esperti sacerdoti con ottime conoscenze dei meccanismi celesti, come gli equinozi e i solstizi, e Marco, che fin da piccolo aveva studiato con loro, si sentiva preparato ad affrontare qualsiasi sfida.
Aumentò la siccità e Marco partì per cercare lo Scettro magico della pioggia.
Scoprì, studiando l’astronomia, che sarebbe stato un lungo e faticosissimo viaggio e la vecchia madre, sacerdotessa del sole, gli regalò la bussola appartenuta ai suoi avi: mandò un sacerdote fidato (non sapeva che era maligno) a prenderla nella struttura di pietra della città chiamata l’Intihuatana*.
Ma… chi incontrerà Marco? Cosa gli succederà?
*Con questo termine viene indicata la più importante struttura di pietra della città. Questo nome deriva dall’unione delle parole Inti=Sole e Huata=legare ovvero “Il Posto dove si cattura il Sole”. Da questo punto si crede che un tempo venisse definito il calendario agricolodella civiltà in base ai movimenti del sole, aveva quindi la funzione di un vero e proprio orologio solare

