Il Castello del Tempo Perduto era un posto incantato e si trovava in cima a una collina, lontano dalla città. Meg e Ben vi erano arrivati per caso, dopo essersi persi nel bosco; avevano risalito la collina e si erano trovati davanti a un grande portone.
Avevano bussato e, subito dopo, un piccolo signore vestito di blu li aveva accolti dicendo di essere il maggiordomo. I ragazzi gli dissero di aver bisogno di sapere dove fossero finiti e come tornare a casa.
L’ometto vestito di blu, quasi come se non li avesse sentiti, condusse loro per un lungo corridoio, spiegando che si trovavano in un luogo magico, il Castello del Tempo Perduto.
Questo poteva spiegare il motivo per cui i loro cellulari non prendevano alcun segnale e i loro orologi si erano fermati di colpo.
«Come mai si chiama così questo posto?» chiese Meg.
«Ottima domanda dalla semplice risposta» replicò il maggiordomo «qui il tempo non esiste ed è racchiuso in una sola stanza!»
«Quale stanza?» domandò Ben. «La stanza del Tempo, per l’appunto!»
L’ometto guardò in viso i due ragazzi che avevano perso la via, ma che ora sembravano rapiti dal mistero che racchiudeva il castello.
Non avevano più interesse di tornare a casa e volevano, invece, scoprire qualcosa di più su quel luogo fatato.
Il maggiordomo diede loro una clessidra e aggiunse: «Nella stanza del Tempo ne troverete tante altre come questa, è fondamentale per misurare il tempo; qui non ci sono orologi, né altro oggetto che lo possa misurare».
«La stanza del Tempo…» ripeterono insieme Meg e Ben… «Si trova al fondo di questo corridoio…
Se mi vorrete seguire, la raggiungeremo insieme. Fate attenzione però, dovremo muoverci in silenzio, il castello è infestato da fantasmi!
Loro sono i padroni del tempo e se si fanno arrabbiare, faranno rivivere ogni cosa dal momento in cui avete bussato al portone del Castello.
Bisogna fare molta attenzione!» «Fermi tutti!» disse Meg «Io ho paura!» Ma il maggiordomo e Ben erano già qualche passo avanti e Meg non poteva far altro che seguirli. La stanza del Tempo Perduto li attendeva.

