C’era una volta, in un tempo lontano, un uomo conosciuto solo come il Viandante. Nessuno sapeva il suo nome, né da dove venisse. Camminava di villaggio in villaggio con un bastone di legno nodoso e un mantello logoro, ma lo sguardo era sempre acceso di curiosità e gentilezza.
Un giorno, giunse in un piccolo borgo ai piedi di una montagna. Gli abitanti, diffidenti verso gli stranieri, lo accolsero con freddezza. Il Viandante, però, non si scoraggiò. Si offrì di aiutare: riparò tetti, insegnò ai bambini a leggere, curò le ferite con erbe che conosceva dai suoi viaggi. A poco a poco, la gente cominciò ad apprezzarlo.
Un’invernata terribile colpì il borgo. Le scorte di cibo erano scarse e la neve isolò il villaggio. Il Viandante propose un’idea: “Conosco un sentiero segreto nella montagna che porta a una valle nascosta dove crescono frutti anche d’inverno. Se qualcuno mi accompagna, potremo salvare il villaggio.”
Molti lo derisero. Solo una giovane ragazza di nome Lila credette in lui. Partirono insieme nella bufera. Il viaggio fu lungo e faticoso. Affrontarono lupi, valanghe e notti gelide. Ma il Viandante conosceva ogni stella e ogni pietra, e grazie alla sua saggezza trovarono la valle promessa: un luogo incantato, pieno di alberi dai frutti dorati.
Tornarono al villaggio con ceste colme. Gli abitanti, commossi, chiesero perdono e offrirono al Viandante di restare. Ma lui sorrise e disse: “Il mio cammino non è ancora finito.”
E così, un’alba d’oro, riprese il suo viaggio. Ma questa volta, Lila andò con lui, pronta a diventare anche lei una viandante. Da quel giorno, in ogni villaggio che toccavano, portavano speranza.
E vissero, entrambi, liberi e felici, sotto il cielo del mondo.

