Riki è affascinato dalla grandezza dell’America. Con la sua mitica bici trasformata in un aereo vola sui cieli colorati … alla ricerca di storie appassionanti.
In un piccolo regno viveva una povera principessa che aveva un grande desiderio quello di trovare un marito.
Possedeva un roseto molto particolare: ogni 3 anni vi fioriva una sola rosa che aveva una caratteristica …un forte e intenso profumo che inebriava chi la profumava. La principessa possedeva anche un usignolo, che sapeva cantare meravigliosamente melodie dal suono particolare e chi lo ascoltava ne rimaneva incantato.
La giovane decise di chiedere in marito il figlio del re.
Era un azzardo, visto che lei era povera, così decise di regalarle la rosa del suo roseto e l’usignolo. Li mise in due scatole d’orate e li spedì.
La scatola fu recapitata al cospetto del principe. il principe era impaziente di conoscere il loro contenuto. Aprì la scatola e trovò la rosa. Il principe disse << è meravigliosa! >>.
La damigella fu meravigliata, il principe annusò il profumo e scoppiò in lacrime: << Papà,>> disse << ma è una rosa vera!>>.
Il principe aprì l’altra scatola e ne uscì l’usignolo, che cominciò a cantare una melodia che lasciò tutti incantati. Il re disse: << Sembra la melodia della nostra regina>>. Il re abbassò la testa e pianse.
Il principe esclamò: << Sire è un uccello vero!>>.
<< Si, maestà è proprio così>> disse la damigella.
Il principe decise di liberarlo. A questo punto la principessa corse via senza degnare di uno sguardo il buon principe.
La giovane non si perse d’animo ed inventò un piano: si dipinse il volto di nero e si mise un cappello fin sugli occhi, quindi andò dal re: << Altezza!>> esclamò. << Posso venire a lavorare nel vostro palazzo reale?>>.
<< incantevole fanciulla,>> rispose il re << avrei bisogno di qualcuno che mi faccia da guardiano a dei gatti>>.
E così alla principessa fu assegnato un piccolo alloggio proprio vicino al gattile.
Per tutto il giorno lavorava nel gattile, poi la sera si preparò una minestra.
Al pentolone erano attaccati dei campanellini, quando tentarono di rubare la minestra, questi iniziarono a suonare una simpatica melodia: “Ah, mio povero Gino, tutto è andato, andato, andato!”.
Inoltre, se la principessa metteva un dito nel pentolone della minestra, poteva sentire i profumi di quel che si cucinava in tutte le case della città.
Una sera il principe, accompagnato dalla sua damigella, arrivò vicino all’alloggio della principessa. Si fermò riconobbe quella musica, l’unica che sapeva suonare.
Sorrise e disse: << Damigella, andate a chiedere alla guardiana quanto ha pagato per lo strumento che sta suonando>>.
La dama andò dalla principessa e gli chiese: << Quanto denaro vuoi per questo pentolone?>>. <<Non voglio denaro, ma ho una richiesta particolare voglio dieci baci dal principe!>> rispose la guardiana dei gatti.
La dama, sussurrò nell’orecchio del principe la richiesta della principessa. Il giovane, se ne andò, ma mentre stava per allontanarsi sentì suonare quella melodia.
Non resiste e, visto che non voleva rinunciare al pentolone, chiesi alla dama: << Mettiti in modo da nascondermi: darò i dieci baci alla guardiana dei gatti, ma non mi deve vedere nessuno>>.
Così la principessa ebbe i suoi dieci baci e il principe il pentolone.
Tutti i giorni nel pentolone bollivano prelibatezze fatte dal principe. La dama iniziò a danzare al suono di quella melodia esclamando: << So chi mangerà la minestra e chi la zuppa inglese, chi le frittelle e chi l’arrosto!>>.
<< Non dirlo a nessuno, però!>> disse il principe.
<< Vostra altezza non ti preoccupare!>> rispose la dama.
A un tratto si sentì una voce tuonare: << Cosa state facendo?>>.
Il re, molto arrabbiato, aveva visto i due che si baciavano così prese una bruttissima decisione.
Non volle saperne niente e cacciò dal regno sia il figlio sia la guardiana. Il principe era disperato.
Piangeva e diceva: << Che disgrazia! Cosa farò ora? Se avessi accettato la mano della principessa, adesso sarei sposato e non solo e ridotto in miseria!>>.
La guardiana dei gatti si levò il colore nero dal viso, e si tolse i vestiti malconci e si rimise i suoi abiti eleganti.
E al principe, sbalordito, disse: <<Tu non mi hai voluto, hai disprezzato i doni che ti avevo inviato, mentre per un capriccio hai acconsentito a baciare una guardiana dei gatti, e ora che sei solo e in miseria mi rimpiangi: ti meriti questa fine!>>.
E se ne tornò nel suo palazzo. Alla principessa non rimase che cantare: << Ah, mio povero Gino, tutto è andato, andato, andato!>>.

