di Rosa Pepe agronoma
Avete mai fatto caso, durante una passeggiata estiva, a quel profumo intenso e delizioso che si sente lungo i sentieri? È il finocchietto selvatico (nome scientifico: Foeniculum vulgare), una pianta spontanea e generosa che ama tantissimo il sole e i terreni incolti.
Nelle nostre campagne, in collina e fino ai monti del Cilento, i bordi delle strade ne sono letteralmente pieni.

In questo periodo dell’anno il finocchietto è nel pieno della sua bellezza: è in fioritura.
Se guardate bene gli steli e la sommità della pianta, noterete una forma davvero speciale: tanti piccoli fiori di un giallo delicato che si aprono insieme come un mini ombrello. In botanica questa struttura si chiama proprio ombrella Tra non molto, questi fiorellini daranno vita a piccolissimi frutti profumati, comunemente chiamati “semi” di finocchietto.Il finocchietto
oltre ad essere bello e profumato,è una vera farmacia naturale ricca di sostanze preziose per il nostro corpo.
I semi e le foglie contengono goccioline invisibili chiamate oli essenziali. I due supereroi , nutrienti, principali sono:
Anetolo: responsabile del tipico profumo che ricorda l’anice. Aiuta la pancia a rilassarsi, toglie i crampi e fa scomparire le bollicine d’aria nel pancino.
Fencione: dona un tocco balsamico e punge un po’ la lingua, stimolando la digestione.
Anche se lo usiamo in piccole dosi come spezia, il finocchietto ci regala:
Sali minerali: come il Potassio (energia per i muscoli) e il Calcio (per ossa e denti forti).
Vitamina C e Flavonoidi: speciali “scudi protettivi” (antiossidanti) che mantengono le nostre cellule sane.
Fibre: che aiutano l’intestino a funzionare a meraviglia.In alcune zone del nostro Cilento il nostro finocchietto cede il passo al
“fratello pungente”: Il Finocchietto Amaro
Infatti nelle nostre campagne potreste incontrare due varietà principali di questa pianta. Quella più comune è dolce, ma esiste anche il finocchietto amaro (Foeniculum vulgare subsp. piperitum):
Come riconoscerlo: ha foglioline più rigide e scure, e se le strofinate tra le dita sprigionano un aroma forte, quasi pepato. Questo perché contiene ancora più fencione. Per questo motivo, la tradizione erboristica lo adora per preparare tisane potentissime capaci di risvegliare l’appetito e far passare il mal di pancia più ostinato.
Il finocchietto è un vero campione di versatilità:
Il rimedio della nonna: fin da quando i vostri genitori e i vostri nonni erano piccini, la tisana al finocchietto è sempre stata il miglior alleato naturale per sgonfiare lo stomaco e calmare i dolori di pancia.
In salumeria: i semi vengono usati per insaporire e aromatizzare le salsicce e i salumi tradizionali della nostra terra. Nelle ricette fresche: quando la pianta è ancora giovane, le sue foglioline sottili e piumose sono perfette in cucina. Nella vicina Sicilia, ad esempio, sono l’ingrediente segreto della famosa pasta con le sarde.
La prossima volta che uscite per una passeggiata, tenete gli occhi ben aperti: trovate una di queste ombrelle d’oro, sfregate delicatamente le dita tra le foglie senza rovinare la pianta e lasciatevi conquistare dal profumo unico del Cilento!

