Il Segreto dell’Erba di San Giovanni: La Pianta Magica dell’Estate
Se passeggi in campagna alla fine di giugno,e anche nei mesi precedenti, potresti imbatterti in un bellissimo fiore giallo acceso: è l’Iperico (Hypericum perforatum), ma tutti lo chiamano Erba di San Giovanni. Questo fiorellino nasconde una vera e propria magia della natura, una storia millenaria e tantissime leggende incredibili!

Il suo legame con San Giovanni Battista nasce molto tempo fa, unendo le storie della tradizione alle antiche feste del solstizio d’estate, tra il 21 e il 24 giugno.
Perché è così speciale?
Il sangue del Santo: Se guardi un petalo di iperico in controluce, vedrai tantissimi minuscoli forellini (ecco perché gli scienziati lo chiamano perforatum!). In realtà sono piccole sacche piene di un olio speciale. La leggenda popolare racconta che se si schiaccia il fiore tra le dita, accade una magia: le mani si colorano di un rosso intenso, che gli antichi dicevano fosse nato dal sangue del Santo.
La leggenda dello “Scacciadiavoli”: Nel Medioevo si pensava che questa pianta fosse un amuleto magico potentissimo. La chiamavano proprio così, “scacciadiavoli”, e le persone la appendevano sulle porte di casa la notte del 24 giugno per tenere lontani i mostri, i malefici e i brutti sogni. Qualcuno faceva dei mazzetti e li poneva sotto la camicia, per difendersi dai maligni.
A cosa serve? L’Iperico come supereroe della salute
L’iperico è come un piccolo supereroe della natura che fa bene all’uomo in due modi speciali:
Scaccia la tristezza: Questa pianta contiene delle sostanze naturali speciali che aiutano il nostro cervello a sentirsi più felice e rilassato quando siamo un po’ giù di corda o stressati.
Il dottore della pelle: Con i suoi fiori si prepara un olio speciale chiamato oleolito, che diventa di un colore rosso rubino bellissimo! È formidabile per guarire le sbucciature sulle ginocchia, le piccole ferite e le scottature del sole.
Fai Attenzione: se usi quest’olio sulla pelle non devi assolutamente andare al sole per un po’, altrimenti la pelle si arrabbia e si rischia di scottarsi o di riempirsi di macchioline!
Come si raccoglie e si conserva?
Quando si raccoglie: Il momento perfetto coincide proprio con i giorni della sua massima fioritura, intorno al 24 giugno (gli esperti chiamano questo momento perfetto “tempo balsamico”). Si tagliano i primi 15-20 centimetri del ramoscello con i fiori usando una forbice pulita, meglio se al mattino, appena la rugiada del mattino è evaporata.
Come si fa seccare: Se non si usa subito fresco, l’iperico si lega in piccoli mazzetti e si appende a testa in giù in un luogo all’ombra, asciutto e dove gira l’aria. Il sole diretto va evitato perché toglierebbe i superpoteri ai fiori! Una volta secco (quando le foglie si sbriciolano sotto le dita), si staccano i fiori e le foglie e si conservano in un barattolo di vetro scuro per fare delle ottime tisane.
Un fiore che soffre il grande caldo
L’iperico è un tipo tosto, abituato a crescere da solo nei prati e lungo i muretti a secco del Mediterraneo. Negli ultimi anni, però, i cambiamenti del clima fanno arrivare l’estate troppo presto e con un caldo davvero esagerato.
Quando la temperatura sale troppo in fretta e non piove per tanto tempo, la piantina si spaventa: fiorisce troppo velocemente e rischia di perdere molte delle sue proprietà magiche. Per questo oggi gli scienziati e gli agricoltori la proteggono nei campi usando delle speciali reti per farle ombra e dissetandola con cura quando c’è troppa siccità.
Rosa Pepe -Agronomo

