«Pronto?»
LUCA TORTUGA estrasse la cornetta dal proprio carapace con un movimento rapidissimo. Non
vedeva l’ora di cimentarsi in una nuova avventura perché aveva coraggio da vendere e stare fermo
lo annoiava terribilmente.
«Pronto? Parlo con LUCA TORTUGA?» disse una voce femminile sconosciuta.
«Sono io!» trillò.
«Qualcuno deve aver rapito il mio pappagallo… Lo abbiamo cercato dappertutto e siamo disperati».
«Da quanto tempo manca da casa?»
«Da due lunghissimi giorni!»
«Per prima cosa ho bisogno di una descrizione dettagliata del pennuto».
«Allora… si tratta di un pappagallo molto educato e socievole…»
«Signora» la interruppe Luca Tortuga «guardi che a me serve sapere come è fatto!»
«Oh mi scusi… dunque vediamo… è tutto rosa, tranne le zampe e il becco».
«Ha detto rosa?»
«Sì, molto ma molto rosa».
«Capisco. Si tratta forse di un Cacatua rosa?»
«Proprio così! Si chiama UGO».
«E questo bel pennuto rosa non potrebbe essere semplicemente scappato?»
«No, UGO non lo farebbe mai, è legatissimo a noi. Da più di tre anni svolazza libero nel nostro
giardino e non ha mai tentato la fuga».
«Che idea si è fatta signora?»
«Credo che l’abbiano rapito e magari rivenduto… c’è un brutto traffico di animali esotici in città».
«Stia tranquilla, io e il fido DUM DUM indagheremo sull’accaduto e scopriremo la verità».
«Ma riuscirete a riportarlo a casa?»
«Mia cara signora, LUCA TORTUGA non fallisce mai, dovrebbe saperlo!» le rispose facendo
oscillare nell’aria il suo spadino.
«Buona fortuna allora!»
LUCA TORTUGA chiuse la chiamata riponendo la cornetta nel guscio, quindi si rivolse al cane
DUM DUM: «Hai sentito? Una brutta faccenda… Meglio iniziare subito le ricerche di UGO».
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