Cosa c’era prima?
Il Paese dei Re
Tanto, tantissimo tempo fa, l’Italia non era come la conosciamo oggi. Per molti anni è stata un regno e, proprio come nelle favole che leggi prima di dormire, aveva un Re e una Regina che vivevano in un grande palazzo. L’ultimo Re d’Italia si chiamava Umberto II.
Ma in quelle vecchie favole c’era un problema: i cittadini non potevano scegliere quasi nulla, decideva tutto il Re. Dopo un periodo molto buio e una brutta guerra (la Seconda Guerra Mondiale), gli italiani si guardarono in faccia e si fecero una domanda coraggiosa: “Ma noi, vogliamo davvero ancora un Re? O siamo diventati abbastanza grandi da decidere da soli chi ci deve governare?”
Il superpotere delle donne
Prima di quel giorno, però, c’era un’altra ingiustizia ancora più grande: a decidere le cose importanti del Paese potevano essere solo gli uomini. Le donne – le mamme, le maestre, le nonne – non avevano il diritto di scegliere. Non potevano votare.
Ma il 2 giugno 1946 accadde una cosa straordinaria: per la prima volta nella storia d’Italia, fu dato un “superpotere” anche a tutte le donne! Fu detto loro: “La vostra voce è importante tanto quanto quella degli uomini. Venite a decidere il futuro dell’Italia”. Immagina l’emozione delle donne che, per la prima volta, si misero in fila insieme ai loro mariti, fratelli e padri, tenendo stretta tra le dita una matita per fare la storia.
La Grande Decisione
Quel giorno, tutti gli italiani e le italiane grandi si misero in fila davanti a delle grandi scatole di cartone, chiamate urne. Ognuno aveva in mano un pezzetto di carta. Era un po’ come quando a scuola la maestra chiede: “Chi vuole la pizza e chi vuole la pasta per la gita?”, e si alza la mano per scegliere.
Solo che sulla scheda c’erano due disegni:
La Monarchia: per dire “Vogliamo tenere il Re”.
La Repubblica: per dire “Vogliamo essere liberi e scegliere noi i nostri capi”.
E il vincitore è…
I voti furono tantissimi, milioni! Gli addetti ai lavori passarono la notte a contare i pezzetti di carta e, alla fine… vinse la Repubblica!
Il Re Umberto II dovette fare le valigie e salutare il suo palazzo. Da quel preciso giorno, l’Italia cambiò pelle. Il Capo dello Stato non era più il figlio del Re, ma diventava un cittadino scelto da tutti, una persona di fiducia che doveva guidare il Paese con saggezza.
Per questo il 2 giugno si chiama “Festa della Repubblica”. È il compleanno dell’Italia libera, il giorno in cui il nostro Paese è diventato grande e ha detto: “Da adesso in poi, decidiamo insieme”.
I Segreti del 2 Giugno
Il cielo si dipinge
Ogni anno, il 2 giugno, a Roma c’è una grandissima festa in una via antica chiamata Via dei Fori Imperiali. Se alzi gli occhi al cielo, vedrai volare degli aeroplani velocissimi e rumorosi: sono le Frecce Tricolori! Volano vicine vicine e lasciano dietro di sé delle scie di fumo colorato, disegnando nel cielo una gigantesca bandiera verde, bianca e rossa.
Il Tricolore del “Noi”
Da quel giorno, la nostra bandiera non è più il simbolo del palazzo di un Re, ma è diventata la bandiera di tutti. Il verde ricorda i nostri prati, il bianco la neve delle montagne e il rosso il coraggio di chi ha lottato. Ma soprattutto, oggi significa che l’Italia è una grande squadra dove le regole si decidono insieme.
Pensierino finale
Il 2 giugno non è la festa di una sola persona importante. È la festa del “NOI”. È il giorno in cui festeggiamo il fatto che in Italia la voce di ognuno di noi – uomini e donne, grandi e, quando crescerai, anche la tua! – è importante e conta allo stesso modo.

