di Carla Luigina Eandi

Quel pomeriggio avevano deciso di disobbedire alle regole che genitori e nonni avevano dato a
Mauro, Irene e ai loro amici Sabrina, Ugo e Alessandro. Di solito stavano sempre ai bagni a giocare
tra di loro oppure a fare il bagno insieme. Ma quel pomeriggio, approfittando del fatto che genitori e
nonni giocavano a carte, si spinsero oltre le dune che segnavano il confine dei Bagni Conchiglia.
Si addentrarono nella fitta pineta che odorava di resina e di erbe aromatiche, presero un sentierino
coperto di aghi di pino e sbucarono su una spiaggia che doveva essere stata meravigliosa.
Era una spiaggia di cui avevano sentito parlare molte volte: la famosa Spiaggia Bianca, in cui
nessuno andava più.
Per arrivarci occorreva superare alcune dune di sabbia chiarissima e finissima, su cui crescevano
piante marine e il famoso giglio di mare. Il giglio di mare era un fiore bianco e bellissimo che dava
il nome alla spiaggia che si affacciava su un bellissimo mare blu.
Ai loro occhi, stupefatti dalla bellezza del luogo, apparve ben presto chiaro perché nessuno ci
andasse più… ammassati e recintati ai due lati opposti della spiaggia, si intravedevano mucchi di
rifiuti provenienti dagli stabilimenti balneari: assi di legno di cabine e passerelle, barche e pedalò da
demolire, sdrai e ombrelloni arrugginiti, recipienti, fusti di liquami pericolosi.
Insomma la Spiaggia Bianca era diventata, nel tempo, una vera e propria discarica, in cui la natura
cercava di mostrare ancora bellezza e rigoglio.
Avvicinandosi al recinto dei rifiuti, videro un cartello che li preoccupò ancor di più.
Il cartello indicava che sulla meravigliosa Spiaggia Bianca, ben presto, sarebbero iniziati i lavori di
scavo per realizzare il grande parco acquatico Duna degli orsi con scuola di surf, varie piscine,
giochi, ristorante e parcheggio. Capirono subito che sarebbe avvenuto uno scempio, la Spiaggia
Bianca sarebbe stata devastata.
Decisero di impedirlo e di salvare la natura!

