di Anna Valente
«Nonna, vieni a vedere, corri!»
«Correre è una parola grossa, alla mia età!»
La nonna, a piccoli passetti, raggiunge la finestra.
«Nonna, guarda, c’è una stella! È bellissima, brilla tutta, come un diamante!»
La nonna sorride: «Le stelle sono più preziose dei diamanti: sono le voci dei pensieri e dei sogni».
«È la prima volta che ne vedo una, voglio esprimere un desiderio! Voglio… Vorrei…»
«Ne vorresti vedere di più, così tante da toglierti il fiato, così tante da farti dimenticare perfino i
desideri da esprimere?»
Martina guarda il volto a forma di luna piena della nonna, su cui è spuntato un sorriso ammiccante,
grande così.
«E come si fa? Devo affacciarmi alla finestra tutte le sere?»
«Dovresti cambiare osservatorio…»
Martina, col faccino a forma di punto interrogativo, chiede: «Devo cambiare finestra?»
«Vuoi ascoltare una storia?»
«E le stelle?»
«Sono le protagoniste della storia».
«Allora sì!»
«Ci sono posti magici, lontani dalle grandi città come questa, in cui, se alzi gli occhi al cielo o ti
affacci alla finestra, puoi vedere miriadi di stelle, grandi come fari e piccole come spilli, che abitano
il cielo e lo raccontano, con la danza delle costellazioni…»
«E dove sono questi posti, nonna?»
«Ce n’è uno, per esempio, in cui sei stata già ma eri piccolina e non te ne ricordi…»
Martina è al settimo cielo: «Dove, nonna, dove?»
«A casa mia, in montagna!»
«Tra pochi giorni finisce la scuola e cominciano le vacanze, voglio venire con te in montagna,
nonna, a vedere tutte tutte le stelle!»
«Dobbiamo chiedere il permesso alla mamma e al papà, non so se loro…»
Proprio in quel momento, entra Eleonora: «Il permesso per cosa, mamma?»
«Per andare a vedere le stelle!»

