Il Blu, il Verde Smeraldo e il Turchese erano molto amici. Il Blu parlava poco, usciva quasi sempre dopo cena e di giorno stava in casa. Dormiva, si guardava allo specchio e giocava con i pennelli.
Il Verde Smeraldo, invece, parlava anche troppo e aveva una moglie che si chiamava Smeraldina che parlava ancora più di lui. Parlava in continuazione. Smeraldo e Smeraldina uscivano sempre insieme, a braccetto.
Ma né il Blu, né il Verde Smeraldo e Smeraldina facevano un passo senza Turchese che era un colore di poche parole.
Non si sentiva bello come il Blu e nemmeno come il Verde Smeraldo.
Gli pareva sempre che gli mancasse qualcosa. Amava molto il mare ma quando lo guardava gli pareva che esistessero solo il Blu e il Verde Smeraldo. Lui si riconosceva poco, soltanto dopo che aveva piovuto, quando l’arcobaleno gli faceva l’occhiolino.
«Ehi… Turchese… che ne dici di farci un giro in barca domani?»
E lui, pur di non rimanere da solo, era sempre d’accordo ad accompagnare gli altri due colori anche se si sentiva poco importante e un po’ fuori posto.
Dalla spiaggia i bagnanti puntavano il dito: «Guardate come sono belli il Blu e il Verde Smeraldo… sono fantastici!»
Ma un bel giorno, Agnese, quattro anni, puntò il dito verso la barca dei colori e disse: «A me piace quello seduto in mezzo!»
Era lui, il turchese, serio e silenzioso.
«E perché proprio lui?» chiese la mamma.
Agnese prima fece spallucce e poi un bel sorriso.
«Non so… no… no… lo so! Perché il Turchese…»
Filastrocca
Il Turchese ha una sua storia
da imparare tutta a memoria.
Non è un conte e nemmeno un marchese
ma quello che fa è tutto a sue spese.
Colora gli occhi di molti bambini,
le pietre, gli uccelli e i pesci marini.
Non è come il Blu
non è come il Verde
e in questa incertezza
talvolta si perde

