Volodymyr Zelensky e l’Ucraina
È il presidente dell’Ucraina. Un anno fa, il 24 febbraio del 2022, il suo Paese veniva invaso dall’esercito russo…
In Ucraina Volodymyr Zelensky è molto famoso, è stato protagonista di una serie televisiva comica, dove interpretava il ruolo di un professore che decide di candidarsi alla presidenza. Il passo dalla fiction alla realtà è stato breve e alle elezioni politiche del 2019 ha battuto la sua diretta avversaria, l’ex primo ministro Yulia Tymoshenko, conosciuta come la “principessa gas” per il suo ruolo in diversi scandali di corruzione negli anni ’90 e molto vicina a Vladimir Putin.
Per molti elettori in tutto il Paese, un voto a Zelensky ha rappresentato una scelta alternativa alla corruzione politica che per anni ha governato l’Ucraina. Volodymyr Zelensky è il sesto presidente dell’Ucraina. Nato nella città di Kryvyi Rih da genitori ebrei, si è laureato in giurisprudenza alla Kyiv National Economic University. Tuttavia, la recitazione si è rivelata essere la sua vera vocazione.
Durante questa assurda guerra, una frase detta da lui lo caratterizza:
“Noi non disponiamo di altrettanti soldati come la Russia. Né possiamo misurarci con i loro mezzi e i loro missili. Ma abbiamo qualcosa che loro non hanno: un popolo che ama la libertà ed è pronto a combattere per difenderla. Questa è una guerra del popolo e ogni cittadino ha un ruolo da svolgere.”
L’Ucraina faceva parte dell’URSS, un insieme di stati federali multinazionali, al quale le nazioni avevano aderito liberamente conservando il diritto di secessione.
L’Ucraina, che è da sempre uno stato culturalmente sospeso tra la realtà europea e quella sovietica, esercitò questo diritto nel dicembre 1991, quando il 90% degli elettori si espresse per l’indipendenza.
Ma la sua storia più recente resta segnata dalla confusione post regime sovietico e dalle continue intromissioni russe, dirette e indirette, nella politica nazionale.
Poi, lo scorso 24 febbraio 2022, la Russia invade l’Ucraina e Zelensky si trova ad affrontare una guerra. Decide di rimanere in Ucraina al fianco della sua gente e di combattere una guerra che non era nei suoi programmi.
Sempre presente e sempre in contatto con il popolo ucraino attraverso i social, si mostra al mondo intero come un vero patriota simbolo della resistenza ucraina contro il nemico russo simbolo dell’oppressione.

