“Cenerentolo”, dove il protagonista cerca di partecipare a un incredibile torneo di videogiochi reale. Spero che questa avventura comica vi faccia divertire!
In una casetta piena di polvere e vecchi calzini, viveva Tito, un ragazzo dal cuore d’oro e dai pollici velocissimi. Mentre lui passava le giornate a strofinare i pavimenti con uno spazzolino da denti, i suoi due fratellastri, Ugo e Berto, non facevano altro che poltrire. Ugo stava sempre disteso sul divano a mangiare patatine, lasciando briciole ovunque, mentre Tito cercava disperatamente di far splendere la cucina. Un bel mattino, il postino suonò alla porta lasciando una busta che brillava come uno schermo LED. Ugo e Berto si fiondarono all’ingresso, spintonandosi per chi dovesse aprirla. “È un invito dal Re Basilio!” urlò Berto, sventolando il foglio luminoso. Il Re aveva organizzato il più grande torneo di videogiochi del regno: il vincitore avrebbe ricevuto una fornitura illimitata di pizze e un trofeo di platino. “Noi andremo al palazzo e diventeremo famosi!” esclamò Ugo, ridendo in modo sguaiato. Tito chiese timidamente: “Posso venire anche io? Sono molto bravo con i giochi di corse!”. Ma i fratellastri scoppiarono a ridere. “Tu? Tu devi pulire il garage e lucidare la collezione di cucchiaini della mamma!” rispose Berto. Così, lo lasciarono solo in mezzo a secchi e stracci, mentre loro partivano verso il castello con i loro abiti più appariscenti. Proprio quando Tito stava per versare una lacrima nel secchio, accadde qualcosa di strano. Il vecchio tostapane in cucina iniziò a emettere scintille colorate e, con un “pop!”, apparve un omino con occhiali luminosi e una cintura piena di cavi USB. “Piacere, sono Chip, il tuo Padrino Tecnologico!” esclamò il piccolo uomo. “Ho sentito che qualcuno qui ha bisogno di un aggiornamento di sistema per partecipare a un torneo!”. Chip agitò un cavo dorato nell’aria e i vestiti logori di Tito si trasformarono in una tuta da gamer professionista con luci al neon che cambiavano colore. Poi, con un altro tocco magico, trasformò il mocio di Tito in un hoverboard volante ultra-veloce. “Ascolta bene, Tito,” disse Chip con tono serio, “la connessione magica durerà solo fino a mezzanotte. Quando l’orologio batterà l’ultimo rintocco, il Wi-Fi sparirà e tutto tornerà come prima!”. Tito salì sull’hoverboard e sfrecciò nel cielo notturno, lasciando una scia di pixel colorati dietro di sé. Arrivò al castello del Re Basilio proprio mentre il torneo stava entrando nel vivo. Il palazzo non era fatto di pietre antiche, ma di schermi giganti e luci stroboscopiche. Tutti gli invitati rimasero a bocca aperta vedendo quel misterioso campione arrivare a bordo di una pedana volante. All’interno, il Re Basilio sfidò il misterioso ragazzo nel gioco più difficile di tutti: “Super Salto Spaziale”. Tito prese il controller d’oro della console reale e iniziò a muovere le dita con una velocità incredibile. Il Re, che si credeva imbattibile, rimase sbalordito. Ugo e Berto, in un angolo, non riconobbero affatto il loro fratellastro sotto quel casco luminoso e facevano il tifo per lui senza saperlo.na volante. Improvvisamente, l’orologio del castello iniziò a suonare: “DIN! DON!”. Mezzanotte! Tito vide la sua tuta iniziare a sfarfallare come un vecchio televisore. “Devo andare!” gridò, scappando via tra la folla. Nella fretta, inciampò su un cavo e il suo prezioso controller d’oro gli scivolò dalle mani, restando abbandonato sui gradini di vetro della sala del trono mentre lui spariva nell’oscurità. l giorno dopo, il Re Basilio dichiarò che avrebbe trovato il proprietario di quel controller: solo il vero campione poteva aver lasciato una tale scia di punteggi record! Il Re arrivò a casa di Tito e provò il controller con Ugo, che cercò di premerlo con i piedi, e poi con Berto, che quasi lo ruppe schiacciando i tasti a caso. “Nessuno di voi ha il tocco del gamer!” esclamò il Re deluso. “Posso provare io?” chiese Tito, uscendo da dietro una pila di panni sporchi. I fratellastri risero, ma il Re gli porse il controller. Non appena Tito lo toccò, il dispositivo si illuminò di una luce dorata e una musica di vittoria risuonò per tutta la stanza. Il Re Basilio abbracciò Tito: “Sei tu il gran campione!”. Da quel giorno, Tito divenne il capo collaudatore di videogiochi del regno e Ugo e Berto furono assunti come addetti alle pulizie del castello.

