Un pomeriggio tranquillo, Luca e Sofia tornarono ancora sotto la grande quercia. Ormai quel posto era diventato speciale per loro.
«Secondo te oggi cosa succederà?» chiese Luca.
«Non lo so… ma spero qualcosa di importante,» rispose Sofia.
Attraversarono la piccola porta e trovarono Alice seduta sull’erba, con lo sguardo rivolto al cielo.
«Ciao,» disse lei dolcemente. «Oggi voglio raccontarvi qualcosa di diverso.»
I bambini si sedettero accanto a lei.
«Non è un’avventura?» chiese Luca.
Alice sorrise. «Oh sì… ma è un’avventura che riguarda tutti, prima o poi.»
Sofia inclinò la testa. «Di cosa si tratta?»
Alice raccolse un piccolo fiore e lo osservò. «Di come diventare grandi… senza smettere di essere piccoli.»
Luca fece una smorfia. «Sembra impossibile.»
«Anch’io lo pensavo,» disse Alice. «Nel Paese delle Meraviglie ho imparato a crescere e rimpicciolirmi… ma quella era magia. Nel vostro mondo, invece, la magia è diversa.»
«Quale?» chiese Sofia.
Alice li guardò negli occhi. «Essere grandi significa imparare, prendersi responsabilità, capire gli altri… ma essere piccoli significa continuare a stupirsi, a giocare, a fare domande.»
Luca rifletté. «Quindi possiamo essere entrambe le cose?»
«Esatto,» disse Alice. «Potete crescere senza perdere la curiosità.»
«E come si fa?» chiese Sofia.
Alice si alzò e indicò il Paese delle Meraviglie intorno a loro. «Vedete questo posto? Esiste perché qualcuno ha continuato a immaginare.»
Poi prese due piccoli oggetti: una piuma e una pietra.
«La piuma,» disse, «è la leggerezza: ridere, giocare, sognare.»
«La pietra,» continuò, «è la forza: imparare, aiutare, non arrendersi.»
Diede la piuma a Sofia e la pietra a Luca.
«Per essere felici,» spiegò, «dovete portarle entrambe dentro di voi.»
Sofia sorrise. «Quindi posso crescere… ma continuare a sognare?»
«Sì,» disse Alice.
Luca strinse la pietra. «E posso diventare forte… senza smettere di divertirmi?»
Alice annuì. «Proprio così.»
I due bambini si guardarono, felici.
«Allora crescere non è così spaventoso,» disse Luca.
«No,» rispose Alice. «Diventa bello… se non dimenticate chi siete.»
Quando fu il momento di andare, Alice li accompagnò alla porta.
«Ricordate,» disse, «il segreto non è scegliere tra essere grandi o piccoli… ma saper essere entrambe le cose, al momento giusto.»
Sofia fece un piccolo salto. «Lo ricorderemo!»
Luca sorrise. «Promesso.»
E mentre tornavano a casa, sentivano qualcosa di nuovo dentro di loro: non erano cambiati… ma avevano capito qualcosa di importante.
E da quel giorno, anche nel mondo reale, continuarono a ridere, giocare e sognare… mentre, piano piano, crescevano. Perché avevano scoperto il vero segreto:
si può diventare grandi… senza perdere la magia di essere piccoli.

