Per ricordare Dante Alighieri, abbiamo scovato alcuni dei versi più celebri della Divina Commedia che oggi sono diventati semplici modi di dire nel linguaggio di tutti i giorni.
Il Sommo Poeta, col suo talento, ci ha permesso di conoscerlo UN PO’ utilizzando alcune sue frasi importanti nel nostro linguaggio quotidiano…
È una meravigliosa eredità di Dante, ad oltre 700 anni dalla sua morte, che ci permette di conoscerlo un po’!
Scopriamone alcune
Nel mezzo del cammin di nostra vita
Lo straordinario incipit della Divina Commedia è certamente uno dei versi più famosi della letteratura mondiale. Con questa frase Dante coinvolge il lettore.
Oggi viene utilizzata per sottolineare il percorso della vita: “siamo nel mezzo del cammino della vita”, tra gioventù e vecchiaia.
Per me si va ne la città dolente
Dante e Virgilio si trovano nell’Antinferno dove scorre il macabro fiume Acheronte e le parole scritte sulla porta zittiscono i due viandanti che stanno per varcare un luogo di pena e di dolore dal quale non si fa ritorno.
Oggi è utilizzata per indicare l’inizio di un periodo di pene o il doversi recare a un appuntamento sgradito.
Lasciate ogni speranza, voi ch’intrate
Sulla porta d’ingresso dell’Inferno sono una condanna e ricorda che le pene infernali sono eterne.
Oggi la frase viene usata soprattutto con ironia per indicare una situazione “senza speranza” oppure la fine di ogni speranza.
Vuolsì così colà dove si puote ciò che si vuole, e più non dimandare
Virgilio la ripete per ben due volte nel dialogo con il traghettatore infernale Caronte. Il significato: “Questa è la volontà di chi detiene il potere, non chiedere altro”.
Nel linguaggio comune viene utilizzata per invitare, in maniera elegante, una persona a non insistere e a non fare troppe domande su una determinata questione.
Non ragioniam di lor, ma guarda e passa
Nel cerchio degli Ignavi, coloro che nella vita non hanno mai preso decisioni. Virgilio lo invita a non soffermarsi ma ad andare oltre.
Oggi l’espressione viene utilizzata per invitare a non perdere tempo con persone meschine o non degne della nostra considerazione.
Amor, ch’al cor gentil ratto s’apprende
Dante vuole sottolineare la potenza dell’amore. “L’amore, che divampa in un attimo nel cuore gentile”, è una forza potentissima, che supera la volontà dell’individuo e vince tutte le resistenze.
Ancora oggi la frase viene citata nel linguaggio comune per descrivere l’amore come una forza inevitabile che tutto travolge e alla quale non è possibile opporsi.
Amor, ch’a nullo amato amar perdona
Chi è amato è inevitabilmente condannato ad amare a sua volta. “L’amore non perdona”.
E continua a far struggere gli animi romantici.
Galeotto fu ‘l libro e chi lo scrisse
“Il libro fu Galeotto”.
Oggi usiamo la parola “galeotto” per indicare un “intermediario amoroso”.
Fatti non foste a viver come bruti
Dante, considerava il sapere e la conoscenza delle virtù, la vera ragione dell’esistenza umana.
Oggi il verso viene più volte ripetuto come ammonimento per ricordare l’importanza dello studio e della cultura nella vita umana.
E quindi uscimmo a riveder le stelle
Dante e Virgilio lasciano l’Inferno e tornano a contemplare il cielo notturno e stellato dell’altro emisfero.
Oggi la frase indica l’inizio di una nuova vita, la speranza, la visione di un barlume di luce dopo le tenebre…

