Gianni Rodari la dedica a tutti i bambini per celebrare l’ultimo giorno di scuola…
Filastrocca del mese di giugno,
il contadino ha la falce in pugno:
mentre falcia l’erba e il grano
un temporale spia lontano.
Gli scolaretti sui banchi di scuola
hanno perso la parola:
apre il maestro le pagelle
e scrive i voti nelle caselle…
Signor maestro, per cortesia,
non scriva quel quattro sulla mia:
Quel cinque, poi, non ce lo metta
sennò ci perdo la bicicletta:
se non mi boccia, glielo prometto,
le lascio fare qualche giretto.
Giugno è il primo mese dell’estate, il più amato dai bambini perché con giugno finisce la scuola.
Il mese di giugno nell’immaginario dei ragazzi significa una sola cosa: la fine della scuola.
Le cartelle lasciate in un angolo della propria cameretta, i compiti finalmente dimenticati, giornate piene di sole da vivere su una bicicletta, ore in spiaggia tra giochi e notate…
Che tempo beato…anche se lo spettro della pagella, i voti, buoni o cattivi non sono ancora un ricordo.
Rodari non racconta la spensieratezza dell’estate, i ghiaccioli e le risate, i tuffi al mare o in piscina, ma le suppliche dei bambini che temono la sgridata di rito dei genitori e lo svanire dei doni promessi. È una filastrocca irriverente e giocosa che, nella sua semplicità, ritrae alla perfezione le sensazioni dei più piccoli in questo periodo dell’anno e finisce per strappare un sorriso anche ai grandi, che non possono fare a meno di ricordare di essere stati bambini una volta.
È il mese di giugno visto con gli occhi dei bambini, è una promessa di gioco che non può e non deve essere delusa, l’attesa ricompensa dopo un anno di fatiche, il suono della campanella dell’ultima ora che annuncia già un principio sonoro di festa…e un’estate tutta da vivere!!!

