
Il messaggio principale de “La cicala e la formica”, attribuita a Esopo e ripresa da Jean de La Fontaine, è un’esortazione alla previdenza e al lavoro duro. La favola.
Ci insegna che è fondamentale prepararsi per il futuro, soprattutto nei momenti di abbondanza, per non trovarsi in difficoltà quando i tempi diventano duri.
La formica rappresenta il valore del lavoro, della disciplina e del risparmio. Lavora instancabilmente durante l’estate per accumulare provviste per l’inverno.
La cicala simboleggia la spensieratezza, la pigrizia e la mancanza di lungimiranza. Passa il tempo a cantare e a divertirsi, senza pensare al futuro.
La morale della favola si manifesta nella sorte dei due personaggi:
La formica, grazie al suo impegno, sopravvive all’inverno al caldo e con cibo a sufficienza.
La cicala, invece, si trova a patire il freddo e la fame, costretta a chiedere aiuto a chi aveva deriso per la sua laboriosità.
È un invito a non vivere alla giornata, ma a pianificare e a essere responsabili per le proprie azioni.
La rilettura de “La cicala e la formica” da parte di Gianni Rodari invita a “rovesciare” le favole tradizionali per stimolare il pensiero critico e mettere in discussione le morali consolidate.
Rodari nella poesia “Alla formica”, critica apertamente la morale tradizionale e si schiera dalla parte della cicala.
Il suo messaggio è un rovesciamento completo della morale di Esopo e La Fontaine.
Critica l’avarizia della formica. La formica, che nega il cibo a un’altra creatura bisognosa, viene vista come egoista e rigida, incapace di comprendere il valore di ciò che non è materiale.
Elogia la gratuità e la bellezza della cicala…
La cicala che “il più bel canto non vende, regala”, diventa il simbolo della gratuità, dell’arte e della creatività. Rodari sostiene che la vita non può essere fatta solo di lavoro e accumulo, ma ha bisogno anche di bellezza, gioia e leggerezza, valori che non hanno un prezzo di mercato.
Non si può avere stima per l’avarizia e il materialismo. La vita ha valore anche nella bellezza e nella gratuità.
È un invito a riflettere sul fatto che la vita è un equilibrio tra dovere e piacere, tra fatica e gioia. Vuole insegnare che la creatività e l’altruismo sono virtù, e che una società che non lascia spazio all’arte e alla spensieratezza è una società povera e arida, nonostante la sua apparente ricchezza materiale.
