di Gianni Rodari
In principio la Terra era tutta sbagliata,
renderla più abitabile fu una bella faticata.
Per passare i fiumi non c’erano ponti.
Non c’erano sentieri per salire sui monti.
Ti volevi sedere? Neanche l’ombra di un panchetto.
Cascavi dal sonno? Non esisteva il letto.
Per non pungersi i piedi, né scarpe né stivali.
Se ci vedevi poco non trovavi gli occhiali.
Per fare una partita non c’erano palloni:
mancava la pentola e il fuoco per cuocere i maccheroni.
Anzi a guardare bene mancava anche la pasta.
Non c’era nulla di niente. Zero via zero, e basta.
C’erano solo gli uomini, con due braccia per lavorare
e agli errori più grossi si poté rimediare.
Da correggere, però, ne restano ancora tanti:
rimboccatevi le maniche, c’è lavoro per tutti quanti.
La “Storia Universale” di Gianni Rodari, è tratta da Favole al telefono.
Racconta in modo semplice e ironico la creazione del mondo e il ruolo dell’uomo, sottolineando che all’inizio c’erano molti errori e che, nonostante i progressi, c’è ancora tanto da fare per rendere il pianeta un posto migliore, invitando tutti a “rimboccarsi le maniche” e lavorare insieme per correggere i difetti della Terra.
Il significato principale è un invito alla responsabilità collettiva, all’impegno e alla creatività per migliorare il mondo, trasformando gli errori in opportunità e agendo con fantasia e partecipazione.
Rodari descrive un mondo iniziale privo di cose essenziali (ponti, letti, scarpe, pasta) e pieno di problemi, rappresentando le imperfezioni e le difficoltà umane e naturali.
L’uomo, con il suo lavoro e la sua fantasia, ha il compito di “correggere gli errori” e costruire un mondo più vivibile, unendo le forze per superare gli ostacoli.
La poesia è un appello a non essere passivi, ma a diventare protagonisti attivi nel plasmare un futuro migliore, proprio come si fa con una favola, usando la creatività e la collaborazione.
Attraverso rime e un linguaggio accessibile, Rodari educa i bambini (e gli adulti) all’importanza della cura del pianeta, del rispetto e della costruzione di una società più giusta.
In sintesi:
Questa poesia è una metafora sulla storia dell’umanità…
è vista come un’opera in corso, dove i difetti iniziali possono essere superati con impegno, creatività e solidarietà…
trasforma le difficoltà in una missione collettiva per il bene comune.