Il buco nell’ozono ha i giorni contati
Lo strato di ozono si sta riformando… merito dell’accordo di Montreal del 1989 che ha contribuito a eliminare il 99% delle sostanze chimiche che riducevano.
Un gruppo di esperti dell’ONU lo ha comunicato: il buco nell’ozono è sulla buona strada per richiudersi completamente. Nel rapporto quadriennale sui progressi del Protocollo di Montreal, firmato nel 1987, entrato in vigore nel 1989, è confermata l’eliminazione di quasi il 99% delle sostanze che, prima della messa al bando, concorsero ad aprire il problema. Se le azioni proseguiranno senza sosta, lo strato dell’ozono tornerà ai valori precedenti entro il 2040, così almeno è previsto.
La scoperta di un buco nello strato di ozono fu annunciata per la prima volta nel maggio 1985 da tre scienziati del British Antarctic Survey. Da allora sono cresciute le preoccupazioni sulle possibili conseguenze dovute al progressivo aumento di radiazioni nocive per la salute umana e gli equilibri planetari emesse dal sole.
È una buona notizia grazie agli allarmi lanciati negli anni passati, senza i quali in verità non si sarebbe mai arrivati a ridurre gradualmente la produzione dei clorofluorocarburi e non si sarebbe mai invertita la tendenza in atto. Naturalmente non è opportuno abbassare la guardia perché le emergenze ambientali che stiamo vivendo ci invitano a tenere alta la guardia e a guardare al futuro con maggiore attenzione continuando a proteggere la natura evitando atteggiamenti negativi. Se la minaccia più temuta per anni sta per essere allontanata, il merito è nelle azioni che furono introdotte allora tempestivamente.
Molti che fino a poco tempo fa hanno negato l’esistenza del climate change adesso ne riconoscono la gravità e magari non riescono ancora ad accettare che diventi un tema prioritario ma la natura è fragile e le tendenze negative vanno invertite se vogliamo continuare a vivere dignitosamente su questa splendida Terra!

