Il suo vero nome è Emanuele Palumbo ed è nato a Napoli nel 2000. Ai bambini piacerà sapere che il suo nome d’arte, “Geolier”, in francese significa “secondino” (guardia carceraria), ma non perché sia cattivo! È il modo in che a Napoli si chiamano gli abitanti del suo quartiere d’origine, Secondigliano.
Da piccolo Emanuele non pensava solo alla musica: per aiutare la sua famiglia lavorava in una fabbrica dove si montavano i ganci per i jeans. Ma la sua vera passione era il ritmo. Ha iniziato a scrivere canzoni e a fare “freestyle” inventando rime sul momento con gli amici, finché i suoi video su YouTube non sono diventati super virali. Nel 2024 è arrivato secondo al Festival di Sanremo con la canzone I p’ me, tu p’ te, conquistando il televoto di tantissimi bambini e ragazzi in tutta Italia grazie alla sua energia e alle sue basi super ritmate.
Il mega concerto allo Stadio Olimpico di Roma
Geolier ha appena tenuto un concerto indimenticabile a Roma, riempiendo lo Stadio Olimpico con una marea di fan, tantissimi dei quali erano proprio bambini e ragazzi accompagnati dai genitori.
Immagina lo stadio gigante, tutto illuminato dai telefoni come se ci fossero milioni di lucciole, e Geolier che canta le sue canzoni più famose (come El Pibe de Oro o L’ultima poesia). I ragazzi ballavano ovunque, persino sulle scalinate!
Simpatici aneddoti a misura di bambino
Se vuoi raccontare qualcosa di divertente e curioso ai bambini su Geolier e sul concerto di Roma, ecco tre chicche perfette:
La kryptonite dei supereroi… la pioggia!
Geolier sul palco sembra un supereroe invincibile, ma c’è una cosa che lo fa scivolare: l’acqua! Durante alcuni dei suoi concerti estivi è iniziato a piovere fortissimo. Invece di scappare, Emanuele si è bagnato completamente insieme ai fan e ha iniziato a fare “l’effetto pinguino”, scivolando sul palco bagnato mentre cantava, facendo ridere tutti i bambini in prima fila.
I cartelli buffi dei fan
All’Olimpico di Roma i bambini hanno esposto cartelli incredibili. Uno dei più divertenti, fatto da un bambino di 9 anni, diceva: “Geolier, se mi saluti domani non faccio i compiti di matematica!”. Geolier lo ha letto dal palco, ha riso e ha risposto al microfono che invece i compiti andavano fatti, ma che il saluto se lo meritava tutto!
Parla come mangi…o meglio, come canti
Molti bambini che non sono di Napoli adorano cantare le sue canzoni, anche se non capiscono tutte le parole in dialetto. All’Olimpico c’era un intero settore di bambini romani che cantavano le canzoni inventandosi un “napoletano magico” tutto loro, creando parole buffissime che facevano ridere a crepapelle i vicini di posto.
Geolier piace così tanto ai ragazzi perché, nonostante sia diventato famosissimo e riempia gli stadi, è rimasto un ragazzo semplice che sul palco gioca, ride e si diverte proprio come farebbe un bambino nel cortile della scuola!

