- Il bosco dove nessuno osava dire «Non sono d’accordo»
- La Libertà non è scontata…
- Il prezzo della Libertà…
- Il Segreto delle Conchiglie Parlanti
- Il paese che aveva smesso di ascoltare le buone idee
- Tito e Berto, lezioni di cielo e corse sulla ruota
- Il Bosco Incantato – La Grande Avventura
- La costellazione che nessuno poteva costruire da solo
Autore: Vito Gerardo Roberto
C’era una volta, ai piedi di una montagna così alta che nelle mattine d’inverno la sua cima sembrava confondersi con le nuvole e nelle sere d’estate si colorava di rosso mentre il sole scompariva lentamente dietro i suoi fianchi, un grande bosco di querce, castagni, faggi e noccioli attraversato da ruscelli che scendevano tra le pietre, piccole sorgenti nascoste sotto le felci e sentieri tracciati nel corso di tante stagioni dalle zampe degli animali che ogni giorno li percorrevano per cercare cibo, raggiungere l’acqua, incontrare altri abitanti del bosco oppure tornare alle proprie tane prima che la luce si spegnesse…
C’era una volta, tra montagne e sentieri storici che attraversavano vallate silenziose e strade che salivano lentamente fino a un gruppo di antiche case di pietra, un piccolo paese chiamato Vallequieta, un luogo così bello che chi arrivava per la prima volta rimaneva spesso qualche minuto fermo nella piazza principale, davanti alla fontana e al vecchio campanile, per osservare il paesaggio che sembrava continuare oltre l’orizzonte.Gli abitanti erano molto legati al loro paese e raccontavano con orgoglio le feste tradizionali, le ricette tramandate dai nonni, le sorgenti, i boschi, le piccole chiese, le vecchie botteghe, i prodotti della terra e…
In una piccola casa di legno costruita ai margini di una grande foresta della Finlandia viveva un criceto dorato di nome Tito, piccolo, rotondo e morbidissimo, con due occhi sempre curiosi e una convinzione talmente forte da accompagnarlo praticamente ogni giorno: prima o poi avrebbe trovato un modo per avvicinarsi al cielo, anche se non possedeva ali, piume o qualunque altra caratteristica che potesse far pensare a un futuro da grande aviatore.Quell’idea gli era venuta osservando dalla finestra gli uccelli che si posavano sui rami degli abeti, restavano per qualche istante immobili e poi, con un semplice movimento delle ali,…
Nel paese di Valdoro esisteva una grande costruzione con le finestre ad arco, i muri chiari e un lungo tetto sotto il quale, molti anni prima, si fermavano i treni che trasportavano persone, valigie, lettere e merci da una città all’altra.Con il passare del tempo, i treni avevano smesso di attraversare il paese, i binari erano stati ricoperti dall’erba e la vecchia stazione era rimasta silenziosa per diversi anni, finché gli abitanti decisero di trasformarla in una biblioteca, perché pensarono che un edificio costruito per accogliere i viaggiatori potesse continuare a essere un luogo di partenza, non più attraverso le…
Immaginate una normale mattina di scuola, con gli zaini vicino ai banchi, i quaderni aperti e le voci dei bambini che riempiono l’aula, quando improvvisamente arriva un piccolo robot capace di muoversi, seguire un percorso, accendere luci, produrre suoni e rispondere alle semplici istruzioni che i bambini gli danno. All’inizio sembra soprattutto un gioco e infatti la curiosità nasce immediatamente, perché qualcuno vuole capire come funziona, qualcun altro prova a immaginare cosa potrebbe fare e c’è già chi lo trasforma con la fantasia in un esploratore, in un viaggiatore, in un personaggio di una storia oppure in un piccolo aiutante…
Immaginate di poter salire su una macchina del tempo e tornare indietro di più di quarant’anni, in un’epoca in cui non esistevano gli smartphone, i tablet non erano ancora entrati nelle nostre case e Internet, così come lo conosciamo oggi, era ancora molto lontano dalla vita quotidiana dei bambini. Siamo negli anni ’80, un decennio pieno di colori, musica, cartoni animati e grandi novità tecnologiche, durante il quale i videogiochi cominciarono a conquistare sempre più bambini e ragazzi, entrando nelle sale giochi, nei bar e, poco alla volta, anche nelle case attraverso console e computer domestici. Per capire quanto fosse…
C’era una volta, ai piedi di una grande collina coperta di campi di grano, alberi di ulivo e sentieri che si arrampicavano lentamente verso il cielo, un piccolo paese chiamato Ventolieve, dove il vento soffiava quasi ogni giorno facendo girare le grandi pale di alcuni vecchi mulini che, visti da lontano, sembravano enormi creature immobili pronte a svegliarsi da un momento all’altro.A Ventolieve vivevano molti bambini, ma tra tutti ce n’erano tre che erano diventati inseparabili e che trascorrevano insieme quasi ogni momento libero: Lia, che era curiosa, osservava ogni cosa con attenzione e faceva continuamente domande; Tommaso, che possedeva…
C’era una volta un piccolo paese chiamato Terrabuona, costruito sulla cima di una collina e circondato da uliveti, vigne, orti, frutteti, pascoli e grandi campi che, soprattutto durante la primavera, si riempivano di colori e profumi così intensi da sembrare, osservati da lontano, un enorme tappeto ricamato dalla natura, mentre lungo i sentieri di campagna pascolavano greggi di pecore e capre, il cui latte veniva trasformato nei piccoli caseifici locali in formaggi freschi e stagionati, conosciuti per il loro sapore particolare e molto apprezzati da chi aveva avuto la fortuna di assaggiarli.Nel cuore del paese sorgeva un bellissimo centro storico,…
Nel cuore di una grande foresta chiamata “Bosco di Chiarafoglia”, dove querce antichissime allargavano i loro rami come enormi braccia sopra sentieri coperti di muschio, ruscelli trasparenti correvano tra le pietre e il vento sembrava conoscere una storia diversa per ogni foglia che faceva tremare, viveva una comunità di animali che da molte generazioni costruiva sentieri, ponticelli, rifugi, piccole radure per gli incontri e luoghi nei quali tutti potessero ritrovarsi, imparare, riposare e condividere ciò che il bosco offriva.Ogni volta che veniva costruito qualcosa di nuovo, l’intera comunità si riuniva per festeggiare con grande entusiasmo, perché quando i castori terminavano…
Ogni mattina, appena entrava nell’aula, la maestra Lucilla osservava i bambini sistemare libri, quaderni, astucci e matite sui banchi, perché sapeva che anche dai gesti più semplici si poteva comprendere se qualcuno fosse sereno oppure stesse cercando di nascondere una difficoltà.Da qualche settimana aveva notato che Brando scriveva utilizzando gli ultimi fogli di un vecchio quaderno, cancellava più volte le stesse pagine per poterle riutilizzare e teneva nell’astuccio soltanto una matita molto corta, consumata fino al punto che diventava difficile perfino temperarla.Quando un compagno gli chiedeva perché non comprasse un quaderno nuovo, Brando rispondeva con un sorriso che preferiva non…
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