- Laurent, il ragazzo “super-cervellone” che vuole aiutare tutti
- Nino il castoro e il bosco che aveva sete
- Quando i disegni dei bambini presero vita
- Il viaggio interrotto della plastica
- Elefantino blu, porcellino giallo Di Giovanni Caviezel
- La Pizza…
- La stella di carta
- Festa della mamma 2026: domenica 10 maggio!
Autore: Vito Gerardo Roberto
Quella mattina, nel bosco del grande fiume, c’era qualcosa di strano.Di solito l’acqua correva allegra tra le pietre, faceva piccoli salti, brillava sotto il sole e accompagnava il canto degli uccelli. Ma quel giorno il ruscello sembrava stanco. Scorreva piano piano, sottile come un filo d’argento, quasi come se avesse perso la voglia di viaggiare.Lina la rana fu la prima ad accorgersene.Saltò fuori dal suo piccolo stagno con gli occhi spalancati. L’acqua si stava abbassando. I girini nuotavano in una pozza sempre più piccola e le libellule giravano nervose sopra le erbe bagnate.In poco tempo, nel bosco cominciò il panico.Pino…
Nella classe della maestra Elena c’era un momento della giornata che i bambini aspettavano con una gioia speciale, perché non era soltanto l’ora dei colori, dei fogli bianchi e dei pastelli sparsi sui banchi, ma era il tempo in cui ciascuno poteva consegnare al mondo un frammento della propria immaginazione. La maestra Elena lo sapeva bene: quando un bambino disegna, non sta semplicemente riempiendo uno spazio vuoto, ma sta costruendo una piccola porta attraverso la quale passano emozioni, ricordi, desideri, paure, sogni e modi personali di guardare la realtà. Per questo non entrava mai in classe con l’idea di correggere…
In una classe di scuola elementare, in una mattina luminosa come una pagina nuova, la maestra entrò con un sorriso speciale, di quelli che fanno capire ai bambini che sta per cominciare una lezione importante e diversa dalle altre.Accese la LIM, prese una matita colorata e, mentre tutti sistemavano quaderni e astucci, sul grande schermo apparve una linea lunga, brillante, piena di piccoli cerchi colorati che sembravano stelle messe in fila.«Bambini», disse la maestra con voce dolce ma piena di entusiasmo, «oggi non studieremo il tempo come una lista di date da ricordare a memoria, ma proveremo a entrarci dentro,…
In una piccola classe piena di colori, di quaderni aperti, di matite sparse sui banchi e di bambini curiosi che non vedevano l’ora di scoprire qualcosa di nuovo, un mattino la maestra entrò con una scatola trasparente tra le mani, e tutti capirono subito che quella mattina avrebbe aperto la porta a una scoperta speciale.La scatola era appoggiata con cura sopra la cattedra e dentro si vedeva una piccola creatura tecnologica, tenera e colorata, che non sembrava uscita da un normale negozio di giocattoli, ma da un laboratorio pieno di nuove idee, di prove, di disegni e di nuove invenzioni.«Bambini»,…
Quella mattina l’insegnante entrò in classe con una cartellina piena di fogli colorati, mentre i ragazzi lo guardavano incuriositi, perché non aveva con sé soltanto il libro, ma tante infografiche preparate per aiutarli a studiare in modo più semplice, più ordinato e più vivo.All’inizio della lezione, accese la LIM e mostrò alla classe la prima infografica: un grande schema colorato, con immagini, frecce, parole chiave e collegamenti.Poi distribuì la stessa scheda ai ragazzi, così ognuno poteva seguire la spiegazione guardando la lavagna e lavorando sul proprio foglio.L’insegnante spiegò che quelle infografiche non erano semplici disegni, ma strumenti per semplificare il…
In fondo all’aula di informatica c’era un vecchio computer che nessuno usava più.Era rimasto per tanto tempo sopra un tavolo, vicino alla finestra, coperto da un velo di polvere.Lo schermo era grande, la tastiera era consumata e il mouse aveva ancora il filo.A molti sembrava soltanto un oggetto vecchio, ormai inutile.Matteo, però, un giorno lo guardò con più attenzione.Negli ultimi tempi aveva imparato che non tutte le cose vecchie sono da buttare.Alcune possono essere aggiustate, altre trasformate, altre ancora usate in modo diverso.Per questo, davanti a quel computer spento, non vide solo un oggetto fermo. Vide una possibilità.Durante la lezione,…
All’inizio sembrava una mattina come tante, una di quelle che scorrono senza fare rumore.I banchi erano allineati, la luce del giorno attraversava i vetri dell’aula e i ragazzi entravano portando con sé il brusio semplice della quotidianità: parole dette a bassa voce, risate improvvise, occhi distratti rivolti alla finestra e quaderni sfogliati senza troppo entusiasmo.Tutto appariva normale, quasi ordinario.Eppure, proprio in quella normalità, stava per aprirsi una soglia inattesa. Di lì a poco, quella classe non sarebbe rimasta chiusa tra quattro pareti, ma avrebbe oltrepassato i confini della scuola per spingersi verso ciò che è lontano, immenso e quasi irraggiungibile,…
Quando il pullman imboccò la stradina di campagna, i bambini smisero quasi tutti di parlare. Dai finestrini cominciarono a vedere campi aperti, filari ordinati, alberi mossi da un vento leggero e un grande cortile illuminato dal sole del mattino.Nell’aria sembrava già esserci qualcosa di diverso: un odore di terra umida, di legno e di fieno. Non era il profumo di un’aula, né quello di una città. Era il profumo vivo della campagna.Davanti a loro apparve la fattoria didattica.Non era soltanto un luogo con animali, orti e recinti. Era un posto capace di parlare ai bambini con la voce semplice e…
Nell’aula multimediale, quel pomeriggio, c’era un’energia diversa. Non era una semplice ora di lezione. Si sentiva nell’aria come una promessa. I computer erano accesi, i quaderni aperti, le penne sparse sui banchi come se da un momento all’altro dovesse cominciare qualcosa di grande. Fuori dalle finestre la luce del pomeriggio entrava lenta, ma dentro quell’aula sembrava già brillare un altro tipo di luce: quella delle idee che stanno per nascere. Alla lavagna, il professore aveva scritto poche parole. Ma bastarono a far tacere tutti. “Oggi non userete l’intelligenza artificiale per passare il tempo. Oggi imparerete a creare.” Luca lesse la…
Ci sono luoghi che, anche quando sembrano immobili e silenziosi, custodiscono dentro di sé tantissime storie da raccontare a bambini e ragazzi. Un castello, una torre, una chiesa antica, una piazza, un ponte romano o un teatro costruito molti secoli fa non sono soltanto pietre messe una sopra l’altra. Sono tracce di vita, di lavoro, di paure, di speranze e di avventure vissute da persone che sono esistite davvero. Il problema è che, molto spesso, tutto questo bambini e ragazzi non riescono a sentirlo fino in fondo. Guardano un muro antico, una colonna spezzata, una statua consumata dal tempo, ma…
IPiccoliQuotidiano.it
Info
Testata giornalistica
Iscritto nel Registro della Stampa periodica del Tribunale di Vallo della Lucania al n. 119
Direttore Responsabile:
Bartolo Scandizzo
