Autore: Vito Gerardo Roberto

Quando Luca arrivò a scuola quella mattina, nessuno gli chiese perché fosse in ritardo.La risposta era davanti agli occhi di tutti.Aveva la gamba destra immobilizzata, uno zaino appoggiato sulle ginocchia e si muoveva su una sedia a rotelle che suo padre aveva preso in prestito per permettergli di andare a scuola durante le settimane necessarie alla guarigione.Due giorni prima era caduto durante una partita di calcio e si era procurato una brutta frattura. Il medico gli aveva spiegato che avrebbe dovuto avere pazienza: per qualche settimana niente corse, niente pallone e pochissimo peso sulla gamba.Luca, però, era arrivato a scuola…

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C’era una volta una scuola chiamata Istituto Arcobaleno, costruita ai margini di un piccolo paese circondato da colline verdi, alberi alti e strade tranquille, una scuola che all’apparenza sembrava simile a tante altre, con le sue aule ordinate, la biblioteca piena di libri illustrati, il laboratorio di scienze, la palestra, la mensa, il grande cortile dove durante la ricreazione si rincorrevano decine di bambini e una sala comune nella quale insegnanti, genitori e alunni si riunivano quando c’era qualcosa di importante da discutere.L’Istituto Arcobaleno, però, aveva una particolarità che lo rendeva diverso da tutte le altre scuole della zona, perché…

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Quando Michele era ancora così piccolo da credere che tutte le cose importanti della vita potessero essere spiegate con una regola scritta su un quaderno, suo nonno Pietro gli aveva detto che prima o poi sarebbe arrivato anche per lui un giorno nel quale nessuno gli avrebbe ordinato di fare la cosa giusta, nessuno lo avrebbe rimproverato se avesse scelto di non farla, nessuno gli avrebbe promesso un premio se l’avesse fatta e forse nessuno avrebbe mai saputo quale decisione avesse preso, e che proprio in quel momento, quando sarebbe rimasto completamente solo davanti alla propria coscienza e avrebbe potuto…

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C’era una volta, ai piedi di una montagna così alta che nelle mattine d’inverno la sua cima sembrava confondersi con le nuvole e nelle sere d’estate si colorava di rosso mentre il sole scompariva lentamente dietro i suoi fianchi, un grande bosco di querce, castagni, faggi e noccioli attraversato da ruscelli che scendevano tra le pietre, piccole sorgenti nascoste sotto le felci e sentieri tracciati nel corso di tante stagioni dalle zampe degli animali che ogni giorno li percorrevano per cercare cibo, raggiungere l’acqua, incontrare altri abitanti del bosco oppure tornare alle proprie tane prima che la luce si spegnesse…

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C’era una volta, tra montagne e sentieri storici che attraversavano vallate silenziose e strade che salivano lentamente fino a un gruppo di antiche case di pietra, un piccolo paese chiamato Vallequieta, un luogo così bello che chi arrivava per la prima volta rimaneva spesso qualche minuto fermo nella piazza principale, davanti alla fontana e al vecchio campanile, per osservare il paesaggio che sembrava continuare oltre l’orizzonte.Gli abitanti erano molto legati al loro paese e raccontavano con orgoglio le feste tradizionali, le ricette tramandate dai nonni, le sorgenti, i boschi, le piccole chiese, le vecchie botteghe, i prodotti della terra e…

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In una piccola casa di legno costruita ai margini di una grande foresta della Finlandia viveva un criceto dorato di nome Tito, piccolo, rotondo e morbidissimo, con due occhi sempre curiosi e una convinzione talmente forte da accompagnarlo praticamente ogni giorno: prima o poi avrebbe trovato un modo per avvicinarsi al cielo, anche se non possedeva ali, piume o qualunque altra caratteristica che potesse far pensare a un futuro da grande aviatore.Quell’idea gli era venuta osservando dalla finestra gli uccelli che si posavano sui rami degli abeti, restavano per qualche istante immobili e poi, con un semplice movimento delle ali,…

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Nel paese di Valdoro esisteva una grande costruzione con le finestre ad arco, i muri chiari e un lungo tetto sotto il quale, molti anni prima, si fermavano i treni che trasportavano persone, valigie, lettere e merci da una città all’altra.Con il passare del tempo, i treni avevano smesso di attraversare il paese, i binari erano stati ricoperti dall’erba e la vecchia stazione era rimasta silenziosa per diversi anni, finché gli abitanti decisero di trasformarla in una biblioteca, perché pensarono che un edificio costruito per accogliere i viaggiatori potesse continuare a essere un luogo di partenza, non più attraverso le…

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Immaginate una normale mattina di scuola, con gli zaini vicino ai banchi, i quaderni aperti e le voci dei bambini che riempiono l’aula, quando improvvisamente arriva un piccolo robot capace di muoversi, seguire un percorso, accendere luci, produrre suoni e rispondere alle semplici istruzioni che i bambini gli danno. All’inizio sembra soprattutto un gioco e infatti la curiosità nasce immediatamente, perché qualcuno vuole capire come funziona, qualcun altro prova a immaginare cosa potrebbe fare e c’è già chi lo trasforma con la fantasia in un esploratore, in un viaggiatore, in un personaggio di una storia oppure in un piccolo aiutante…

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Immaginate di poter salire su una macchina del tempo e tornare indietro di più di quarant’anni, in un’epoca in cui non esistevano gli smartphone, i tablet non erano ancora entrati nelle nostre case e Internet, così come lo conosciamo oggi, era ancora molto lontano dalla vita quotidiana dei bambini. Siamo negli anni ’80, un decennio pieno di colori, musica, cartoni animati e grandi novità tecnologiche, durante il quale i videogiochi cominciarono a conquistare sempre più bambini e ragazzi, entrando nelle sale giochi, nei bar e, poco alla volta, anche nelle case attraverso console e computer domestici. Per capire quanto fosse…

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C’era una volta, ai piedi di una grande collina coperta di campi di grano, alberi di ulivo e sentieri che si arrampicavano lentamente verso il cielo, un piccolo paese chiamato Ventolieve, dove il vento soffiava quasi ogni giorno facendo girare le grandi pale di alcuni vecchi mulini che, visti da lontano, sembravano enormi creature immobili pronte a svegliarsi da un momento all’altro.A Ventolieve vivevano molti bambini, ma tra tutti ce n’erano tre che erano diventati inseparabili e che trascorrevano insieme quasi ogni momento libero: Lia, che era curiosa, osservava ogni cosa con attenzione e faceva continuamente domande; Tommaso, che possedeva…

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