Una mattina piena di vento salato e sole brillante, Pippi Calzelunghe si svegliò con un’idea tutta nuova che le faceva il solletico nel cervello.
«Oggi si parte per un’isola misteriosa!» disse allegra, infilando due calze di colori diversi, un cappello da capitano e mettendo in tasca una banana per ogni evenienza.
Il signor Nilsson, la sua scimmietta, saltò sulla sua spalla, mentre il suo cavallo bianco le diede un affettuoso colpo con il muso. Pippi uscì dalla Villa Villacolle con una mappa disegnata da lei stessa (piena di X, frecce e un enorme disegno di una torta), pronta per una nuova avventura.
In poco tempo, Pippi, Tommy e Annika erano già a bordo della sua barca a vela — un’imbarcazione tutta colorata che lei chiamava affettuosamente “La Spingarda Galattica”. Avevano con sé una bussola che non funzionava mai (ma girava in modo molto divertente), biscotti al cioccolato, e un telescopio fatto con il tubo del giardino.
Dopo qualche ora di viaggio e molte risate, comparve all’orizzonte un’isola tutta coperta di nebbia viola e alberi che sembravano spaghetti verdi. «Quella dev’essere l’Isola Misteriosa!» esclamò Pippi. E infatti, lo era.
Appena toccarono terra, un gruppo di pirati sbucò da dietro una duna di sabbia. Erano strani, buffi e coloratissimi: avevano barbe verdi, rosse, gialle a pois, e tutti indossavano calzini spaiati. Erano i famosi Pirati dai Calzini Spaiati, temuti e coccolati in tutto il Mare Balordo.
Il loro capo, Capitan Ciuffo, era un omone alto due metri con una benda sull’occhio… e sull’ombelico! Guardò Pippi e disse:
«Non dirmi che tu sei Pippi Calzelunghe… la figlia del Re dei Mari?»
Pippi sorrise e fece una capriola. «In carne, ossa e trecce rosse!» disse.
I pirati rimasero a bocca aperta. Poi le raccontarono di un misterioso tesoro che rideva, nascosto sull’isola. Ogni volta che provavano a prenderlo, la scatola scoppiava a ridere e scappava!
Pippi, curiosissima, decise che avrebbe aiutato. Seguì le risate saltellanti della scatola fino in cima a una collina fatta di sabbia rosa. Appena la vide, si lanciò in una corsa acrobatica, fece una ruota, un salto mortale e… acchiappò la scatola ridens al volo!
La scatola però non si apriva. Rideva, si contorceva e faceva il solletico a chiunque la toccasse.
«Per aprirla, ci vuole una barzelletta!» disse Pippi, convinta.
Allora guardò la scatola e disse:
«Sai qual è il colmo per un pirata? Perdere la bussola… nel brodo!»
La scatola scoppiò in una risata talmente forte che… si aprì!
Dentro non c’erano monete d’oro, ma cose ancora più preziose: piume che facevano ridere, coriandoli che cantavano e un cuscino magico che raccontava barzellette ogni volta che qualcuno ci si sedeva sopra.
I pirati erano felicissimi. Non avevano mai riso così tanto in tutta la loro vita da pirati spaventosi e simpatici. Capitan Ciuffo si tolse la benda dall’ombelico e proclamò Pippi Capitana Onoraria dell’Isola Misteriosa, con tanto di medaglia fatta di biscotto.
Dopo aver passato una giornata piena di giochi, risate e scivolate sulla sabbia, Pippi, Tommy e Annika risalirono sulla Spingarda Galattica.
Prima di partire, la scatola del tesoro sussurrò a Pippi:
«Torna presto. Chi sa ridere, sa anche trovare la strada giusta.»
Pippi fece un grande saluto, con le braccia e anche con i piedi, e rispose:
«Ci vediamo presto, Isola delle Risate! E ricordate: niente calzini uguali, mi raccomando!»
E così, con il vento nei capelli e il cuore pieno di risate, Pippi tornò a casa… pronta per la prossima stramba, incredibile, rumorosa avventura.
Riccardo

