Era una mattina di sole al Campo Estivo Arcobaleno. I bambini avevano appena finito la colazione quando l’animatore Leo annunciò:
— Oggi faremo una passeggiata nel bosco… ma attenzione! Dicono che lì succedano cose davvero strane!
Tutti si guardarono incuriositi. Strane? Che tipo di strane?
Con gli zainetti sulle spalle partirono lungo un sentiero pieno di fiori colorati. Dopo pochi minuti trovarono una vecchia porta di legno… in mezzo a due alberi!
Sulla porta c’era un cartello:
“Benvenuti nel Bosco delle Risate Magiche. Qui è vietato essere musoni!”
Appena attraversarono la porta, gli alberi iniziarono a parlare.
— Finalmente qualcuno con cui chiacchierare! — disse una quercia con enormi baffi di foglie.
Un cespuglio starnutì così forte che sparò in aria una pioggia di margherite.
Poi comparve un piccolo drago verde con il singhiozzo.
— Hic! Scusate… Hic! Ogni volta che singhiozzo… Hic!… escono bolle di sapone!
E infatti, invece del fuoco, dal suo naso uscirono centinaia di bolle colorate. I bambini iniziarono a rincorrerle ridendo.
All’improvviso una vocina gridò:
— Aiuto! Il mio cappello è volato via!
Era uno gnomo minuscolo che cercava il suo enorme cappello rosso, portato via da un vento dispettoso.
I bambini si organizzarono subito. Alcuni costruirono una torre usando tronchi caduti, altri usarono un lungo ramo come canna da pesca e una bambina riuscì ad afferrare il cappello proprio mentre stava per finire sul ramo di un albero.
— Evviva! — esclamò lo gnomo. — Per ringraziarvi vi regalo un pizzico di Polvere del Buonumore!
Lo gnomo soffiò una nuvoletta dorata che fece solleticare il naso a tutti.
Perfino Leo, l’animatore, iniziò a ridere così tanto che parlava a singhiozzi.
Come premio finale apparve un unicorno con una criniera arcobaleno.
— Avete superato la prova più importante — disse sorridendo. — Avete collaborato, aiutato chi era in difficoltà e condiviso tante risate. Per questo sarete sempre i Benvenuti nel Bosco delle Risate Magiche.
Prima di tornare al campo, ogni bambino ricevette una ghianda scintillante.
— Non crescerà in un albero normale — spiegò l’unicorno. — Ogni volta che farete un gesto gentile, la ghianda si illuminerà per ricordarvi che la vera magia è l’amicizia.
Quando attraversarono di nuovo la porta, il bosco sembrava tornato normale.
O forse no.
Perché, proprio mentre si allontanavano, una quercia con i baffi sussurrò piano:
— Tornate presto… abbiamo preparato altre barzellette!
E da quel giorno, ogni volta che al campo estivo qualcuno rideva di cuore, una piccola luce dorata sembrava brillare tra gli alberi.
E tutti vissero un’estate piena di avventure, risate e magia.

