C’era una volta un bambino di nome Leo che amava disegnare. Un giorno d’inverno, la maestra portò in classe una piccola stella di carta gialla.
«Oggi è la Giornata della Memoria» disse con voce gentile. «È un giorno importante per ricordare persone che tanto tempo fa hanno sofferto perché qualcuno non è stato gentile con loro.»
Leo guardò la stella. Era fragile, ma brillava.
La maestra raccontò che, tanti anni prima, alcune persone venivano trattate male solo perché erano diverse: per il loro nome, la loro lingua, la loro religione. Molti bambini, come Leo, avevano perso il diritto di giocare, studiare e vivere felici.
Leo si sentì un po’ triste, ma anche curioso. Tornato a casa, prese dei fogli colorati e costruì tante stelle di carta. Su ognuna scrisse una parola: amicizia, rispetto, aiuto, coraggio.
Il giorno dopo le portò a scuola e le appese vicino alla finestra. Quando il sole entrò, le stelle si illuminarono tutte insieme.
«Così ricordiamo» disse Leo «e promettiamo di essere gentili, ogni giorno.»
E da quel momento, nella classe, la memoria non fu solo un ricordo triste, ma una luce che insegnava a voler bene agli altri.

