
I primi atleti a sbarcare erano come sempre arrivati da Mercurio, celebri per la loro puntualità avevano portato con sé numerosi doni in forma gassosa contenuti in misteriose ampolle multi luminescenti. A seguire, quasi in contemporanea, erano sbarcati gli urani e i marziani, i gioviani erano da un paio di giorni in fase di atterraggio mentre da Nettuno, a causa di una tempesta di meteoriti, la traversata si stava facendo un po’ più tortuosa del previsto. Partiti con molto anticipo, essendo tipi precisini, occupavano la posizione più lontana del sistema solare. Da Venere ci si aspettava il consueto ritardo. Atleti ed atlete erano da sempre un po’ vanitosi, giungevano di norma con una decina di astronavi, sette delle quali cariche di orpelli fantasmagorici e doni strabilianti con i quali avrebbero intrattenuto il comitato olimpico per tutte le serate. I terrestri si erano preparati da quattro anni all’evento: avevano ripulito i mari dalla plastica, piantato alberi a più non posso per rinfoltire le foreste che le generazioni precedenti avevano disboscato e sostituito completamente l’energia nucleare con quella eolica. Restituire al pianeta quell’iniziale bellezza e prosperità per il quale era noto in tutta la galassia era stato per un centinaio di anni l’obiettivo comune. La Terra era stata scelta proprio per lo sforzo fatto dagli umani ad aver invertito la rotta pericolosa verso la quale in passato stava per dirigersi. La forza di coesione dimostrata era straordinaria e dunque si era aggiudicata le prime olimpiadi solari! Se ne sarebbero viste delle belle, anche perché i giochi olimpici prevedevano solo gare sportive e di intelligenza a squadre miste, ovvero composte da un abitante di ciascun pianeta. L’unica preoccupazione che aleggiava sul villaggio olimpico era dovuta ad uno strano vento che da qualche giorno aveva preso a sferzate la Terra provocando mareggiate e tifoni improvvisi. Le forze di protezione di ciascun pianeta erano già sul campo da molti mesi, il tempo necessario per adattarsi all’atmosfera, ed al termine di ogni giorno si riunivano per confrontarsi sulle problematiche emerse e sulle eventuali strategie d’intervento in caso di emergenza. Purtroppo, dopo i millenni passati a creare la pace per una felice convivenza tra gli abitanti degli otto pianeti, vi era ora una minaccia a tale equilibrio: la forza del male che si era impossessata di un pianeta lontano e misterioso rendendo la sua gente invidiosa, rabbiosa e superba. La preoccupazione delle forze di protezione inter galattiche era che quell’aria così violenta che sembrava voler fermare il movimento della Terra fosse causata proprio da un attacco imminente.

