Tanto, tanto tempo fa, in epoca enotria — circa duemilaseicento anni addietro, nell’età del ferro dell’Italia meridionale — sorgeva su una collina profumata d’erbe selvatiche un villaggio vivace.
In quel luogo antico vivevano tre amici inseparabili: Laris, veloce come una lepre, Numa, forte come un vitellino appena nato e Tinia, curiosa e furba come una piccola volpe.
All’alba, quando il sole colorò di rosa le montagne dell’antico Cilento, Laris spalancò l’uscio della capanna e gridò: «Sveglia! Oggi facciamo correre la ruota di vento!».
Era un cerchio di canne intrecciate con nastri che frusciavano mentre rotolavano giù per il prato.
Partì sibilando; Tinia aggirò un sasso appuntito con un balzo elegante, Numa rimbalzò dentro un cespuglio e scoppiò a ridere, finché Tinia toccò per prima il grande “Sasso del Falcone” e vinse un dolcetto di pane al miele per la cena.
Quella mattina i tre capirono che, per trionfare, non basta correre veloci: bisogna guardare dove si mettono i piedi, proprio come facevano i guerrieri del loro popolo, gli Enotri.
A mezzogiorno il vecchio forno di pietra, costruito dai bisnonni del villaggio, era caldo come il sole di piena estate.
Con un pezzetto d’impasto rimasto, i bambini crearono minuscole pagnotte tonde e appena sfornate diventarono monete croccanti.
Improvvisarono così un mercato tra le capanne di legno e argilla.
Numa scambiò due monete per una piuma dai mille colori, Tinia ne volle tre in cambio di un guscio che tintinnava «tlin-tlin», mentre Laris pagò con storie inventate sul momento e ottenne persino uno sconto.
Scoprirono che nel loro mondo gli oggetti si potevano barattare, ma anche le storie valevano tantissimo quando facevano sorridere chi le ascoltava.
Nel pomeriggio, sotto il sole gentile, i guerrieri affilavano lance lucenti, ma ai piccoli era riservato l’angolo delle fionde.
Le loro armi, di cuoio morbido e corde robuste, lanciavano ghiande verdi cadute dalle querce sacre.
Laris tese la fionda immaginando il volo di un falco e colpì il cerchio rosso dipinto su un tronco;
Tinia mirò con calma e centrò il bersaglio; la ghianda di Numa, invece, rimbalzò dispettosa in un secchio d’acqua e spruzzò tutti di fresco.
Le loro risate fecero belare le capre del villaggio: impararono così che servono concentrazione e pazienza, specialmente quando i piani fanno “splash“.
Sul far della sera giunse un mercante dal mar Ionio, barba intrecciata e carretto carico di tesori luccicanti.
Tra le mani teneva un vaso dipinto di rosso e nero con cavalli che nuotavano come pesci.
Gli adulti, riuniti nella capanna del consiglio, offrirono sacchi di grano profumato e un bracciale di bronzo cesellato.
Da una fessura larga quanto un dito, Laris, Tinia e Numa seguirono la trattativa con occhi spalancati di meraviglia.
Capirono che chi arriva da lontano porta splendori inaspettati, ma prima di scambiare occorre parlare con calma e mostrarsi gentili: una regola non scritta della loro epoca.
Quando il cielo del villaggio si fece viola scuro, Tinia tese una pelle di capretto su un vaso rovesciato e batté un ritmo profondo, tum-tum-tum; Numa fece clac-clac-clac con due pietre lisce; Laris soffiò nel suo corno di cervo, woo-oo-oo, facendo abbaiare i cani.
Gli anziani applaudirono e il nonno di Laris indicò una fila di stelle: «Quella è la “Spada del Cinghiale”. Se domani la stella più luminosa salirà ancora, sapremo che le viti hanno sete».
Abbracciati sull’erba, i tre amici rimasero a bocca aperta: le luci del cielo erano un calendario scintillante che guidava i contadini enotri.
Quando le fiamme del fuoco crepitarono lievi, Laris nascose la ruota di vento sotto il cuscino di foglie e sussurrò che l’indomani avrebbe corso ancora più veloce.
Tinia sistemò la sua borsa d’erbe promettendo di inventare un ritmo nuovo; Numa sbadigliò e disse che l’indomani avrebbe mangiato due dolcetti di pane e, se restava tempo, salvato il mondo.
Il profumo di legno bruciato e miele riempì l’aria, e mentre le stelle vegliavano — proprio come facevano ai tempi gloriosi in epoca enotria — i tre piccoli eroi scivolarono nel sonno, certi che una ruota frusciante, una storia divertente e una grande amicizia bastano a far girare tutto il loro meraviglioso villaggio.

