Leo era un bambino curioso.
Amava camminare nei boschi, andare al parco, mangiare cose buone e scattare foto con il suo tablet.
Un giorno, mentre erano in montagna, Leo disse al papà: «Vorrei ricordarmi tutti i posti belli dove andiamo!»
Il papà sorrise e rispose: «Lo puoi fare, Leo! Il tuo tablet ha il GPS. Ogni volta che fai una foto, segna sulla mappa dove sei. Così puoi ritrovare quel posto quando vuoi!»
Leo era contentissimo.
Il papà spiegò: «Il GPS è un sistema che usa i satelliti nel cielo per dire al tablet esattamente dove ti trovi. E quando fai una foto, lui scrive: Leo era qui, sulla mappa!»
Così Leo iniziò a scattare foto ovunque.
Quando faceva passeggiate con lo zio nei sentieri di montagna, scattava foto e diceva: «Così altri bambini potranno vedere dove si trova questo sentiero!»
Quando andava con la mamma a mangiare in un ristorantino con la pizza più buona del mondo, faceva una foto e diceva: «Ora so dove tornare e lo posso far vedere anche ai miei amici!»
Un giorno vide un cartello con una casa in vendita.
Il papà gli disse: «Leo, anche chi vende una casa usa le foto con il GPS. Così le persone possono vedere dove si trova e cosa c’è intorno, come una scuola o un parco.»
E quando andarono a mangiare in un ristorante con la vista sul mare, la mamma disse: «Con una foto fatta qui, possiamo far vedere non solo il cibo buono, ma anche il panorama bellissimo.»
Ma il momento più importante fu quando, durante una gita, si persero.
Leo disse: «Papà, posso vedere sulla mappa dove abbiamo fatto l’ultima foto?»
E in pochi minuti trovarono la strada.
Il papà allora spiegò: «In certe situazioni, come quando ci si perde o c’è bisogno di aiuto, il GPS può dire subito dove sei e qualcuno può venire a cercarti. È molto utile.»
Da quel giorno, Leo capì che le sue foto erano più che bei ricordi.
Erano segni sulla mappa per aiutare se stesso e anche gli altri.
E ogni volta che scattava una foto diceva: «Un altro posto bello da ricordare e da ritrovare!»

