In un paese pieno di colori e di voci allegre, viveva un bambino di nome Tommaso.
Quel giorno si svegliò con il canto degli uccellini e il profumo di torta al cioccolato.
Ma c’era qualcosa di strano…
«Mamma, oggi è domenica?» chiese Tommaso.
La mamma sorrise e rispose: «No, amore. Oggi è il 1° maggio, la “Festa dei lavoratori”.»
«E che festa è? Si mangia la torta?» domandò curioso Tommaso.
La mamma lo prese per mano e lo portò alla finestra.
«Guarda fuori, Tommaso. Vedi il panettiere che non apre? Il postino che oggi riposa? La scuola che resta chiusa? È il giorno in cui diciamo grazie a tutte le persone che ogni giorno lavorano con amore.»
Tommaso guardava, pensieroso. Poi chiese: «Ma… cosa vuol dire lavorare?»
La mamma lo fece sedere accanto a sé.
«Lavorare vuol dire fare qualcosa di utile per gli altri. Come fa la maestra che ti insegna a leggere, il dottore che cura, il muratore che costruisce le case e il contadino che coltiva il cibo. Senza il lavoro, il mondo non andrebbe avanti.»
«E perché oggi si fa festa?» chiese ancora Tommaso.
La mamma lo guardò negli occhi e spiegò: «Tantissimo tempo fa, le persone lavoravano anche 16 ore al giorno, senza pause e senza sicurezza. Allora si sono unite e hanno detto: “Meritiamo rispetto, tempo per vivere, per giocare e per stare con chi amiamo.” E così, da allora, il primo maggio è diventato un giorno per non dimenticare quella battaglia di coraggio. Un giorno per dire: “Il lavoro è importante, ma la felicità delle persone lo è di più.”»
Tommaso restò in silenzio. Poi si illuminò: «Allora oggi è un giorno magico! Un giorno per ringraziare chi ogni giorno fa qualcosa per gli altri!»
Prese fogli e pennarelli e cominciò a disegnare.
Disegnò la maestra con un fiore, il postino con una lettera d’amore, il papà al computer con un caffè fumante e la nonna con l’ago e il filo.
E poi scrisse, in stampatello grande: “GRAZIE A TUTTI I CUORI CHE LAVORANO!”
La mamma lo abbracciò forte.
«Hai capito perfettamente. Questo è il vero spirito del 1° maggio.»
E mentre fuori il sole riscaldava i fiori e il paese si riposava felice, Tommaso appese il suo disegno alla porta, perché tutti potessero leggerlo e sentire nel cuore quel grazie speciale.

