Tanto tempo fa viveva un bambino curioso di nome Ralph.
A lui non bastava solo guardare le cose, voleva capire come funzionavano.
Smontava le radio, osservava ogni filo, cercava sempre di aggiustare quello che si rompeva.
Era un bambino con la testa piena di idee.
Un giorno però, nel suo paese successe qualcosa di brutto.
Lui e la sua famiglia dovettero lasciare tutto e fuggire.
Così andarono in America, un posto nuovo, lontano, dove tutto era possibile.
Ralph crebbe, studiò tanto e imparò a costruire televisori.
Lavorava con i circuiti, i pulsanti, le immagini.
Ma dentro di lui c’era ancora quella scintilla di bambino curioso che gli faceva fare domande strane.
Una di quelle domande fu: “E se la televisione potesse fare qualcosa di più? E se potessimo giocarci?”
A quel tempo nessuno pensava una cosa del genere.
La TV serviva solo per guardare programmi, film e cartoni animati.
Ma Ralph non si accontentava.
Un giorno prese carta e penna e cominciò a disegnare una scatola speciale.
Andò nel suo laboratorio e chiamò due amici.
Entrambi si chiamavano Bill.
Insieme iniziarono a costruire qualcosa di nuovo.
Presero fili, manopole, saldatori e una vecchia TV.
Dopo tanto lavoro, sullo schermo comparvero due barrette e una pallina che rimbalzava da una parte all’altra.
I Bill giravano le manopole e le barrette si muovevano.
Era come giocare a ping pong, ma sulla televisione.
Funzionava davvero.
Erano riusciti a costruire il primo videogioco casalingo della storia.
Lo misero dentro una scatola con un finto rivestimento di legno.
La chiamarono Brown Box, la scatola marrone.
Non era ancora perfetta, ma aveva qualcosa di magico.
Poco tempo dopo, una grande azienda vide la loro invenzione e decise di portarla nelle case di tutti.
Così nacque la prima console per videogiochi.
Si chiamava Magnavox Odyssey.
Le famiglie la collegavano alla televisione e potevano giocare insieme sul divano.
Era una cosa nuova, incredibile, divertente.
I bambini ridevano, i genitori ci provavano, i nonni facevano il tifo.
Ma Ralph non si fermò. Continuò a inventare giochi e altri oggetti curiosi.
Un giorno creò anche un gioco con luci colorate che suonavano e facevano beep.
Si chiamava Simon e metteva alla prova la memoria di chi lo usava.
Ralph passò tutta la vita a costruire, immaginare e creare.
Ottenne tanti premi e inventò più di centocinquanta cose.
Ma la sua invenzione più bella fu quella che trasformò la televisione in un’amica con cui giocare.
E ogni volta che accendete un videogioco, anche oggi, in fondo in fondo c’è un pezzettino del sogno di Ralph.
Un uomo gentile che da bambino smontava le radio e da grande fece divertire il mondo intero.

