C’è stato un tempo nel quale non esisteva la connessione internet, né le console dei videogiochi, tantomeno i bluetooth, ma nonostante queste “mancanze” i bambini giocavano e si divertivano tanto, anche se con poco.
Acoltando i racconti dei nonni capita spesso che riaffiorino dal baule dei ricordi momenti ludici che donano un sorriso sincero, frutto di emozioni, gioia semplice ed autentica. I bambini delle vecchie generazioni prima di poter iniziare un gioco dovevano innanzitutto prepararlo, assemblarlo, insomma: di disponibile già in scatola o al pc non c’era nulla, però c’era tanta fantasia a fare da padrona.
Nel valore dei giochi antichi non rientrava solo la felicità che essi davano, ma anche l’impegno che assumeva il doverli creare dal nulla, magari utilizzando ritagli di stoffa, oggetti dismessi, pezzi di legno o piccoli arnesi recuperati qua e là, come biglie o gessetti.
Allo stesso tempo, la forte socialità del passato, favoriva soprattutto una categoria precisa di giochi: i giochi da cortile, quelli che avvicinavano alla natura e creavano amicizie speciali. Di tutti quei giochi che sembra stiano scomparendo, molti per fortuna sono ancora in voga e divertono tanto: nascondino, la campana, la corda e lupo mangia frutta conservano immutato il loro fascino anche tra i bimbi più tecnologici.
Il “nascondino” è un gioco coinvolgente e allegro: tutti i partecipanti si nascondono in un’area stabilita aspettando di essere trovati dal partecipante che ha contato ad occhi chiusi, mentre gli altri trovavano il nascondiglio. Man mano che si individuano i giocatori nascosti, si eliminano dal gioco e quando tutti vengono scoperti termina la partita.
La campana, o settimana, è un gioco che richiede in primis di dover disegnare con il gesso a terra una torre campanaria divisa in caselle numerate; dopodiché, bisogna lanciare un sassolino in una casella e raggiungerlo saltando su un piede solo; arrivati alla meta si raccoglie e, senza mai perdere l’equilibrio, si raggiunge la cima della campana per poi tornare al punto di partenza. Vince chi non commette errori, mantenendo l’equilibrio.
La regina indiscussa dei giochi da cortile è la corda per saltare, con la quale si può giocare da soli provando il salto a piedi uniti, alternati, all’indietro, oppure giocare in compagnia dove un paio di giocatori girano la corda e un terzo salta senza inciampare. Se inciampa passa il turno al giocatore successivo.
Pezzo forte tra i must dei giochi da cortile resta sempre “lupo mangia frutta”, con un giocatore-lupo al centro e gli altri giocatori di fronte a lui. L’alternanza della prima parte del gioco racconta: “Toc toc” – “Chi è?” – “Sono il lupo mangia frutta” – “E che frutta vuoi?”. Così il lupo comincia ad elencare tutti i frutti, fino a quando ne beccherà uno di quelli scelti dagli altri giocatori, i due cominceranno a rincorrersi finché il lupo prenderà l’altro, che diventerà il nuovo lupo.
Giochi semplici e portatori d’allegria, che aiutano a godere gli spazi aperti con la giusta compagnia; aprire il baule dei ricordi dei nonni può regalare suggerimenti preziosi.

