Un tripudio di colori aranciati e vermigli fiammeggia nel cielo tra lingue morbide e sinuose di nuvole sparse e accompagna il sole nel suo lento viaggio di ritorno dietro le montagne.
Un tramonto meraviglioso e mozzafiato che non distoglie però Marcello dai suoi pensieri e dai suoi dubbi.
Le ombre della sera stanno per calare e lui non ha la minima idea di dove si trovino.
Ha spento il motore dell’auto in una piccola radura a ridosso di un bosco di conifere.
A sinistra e a destra, davanti a loro, le Dolomiti le cui cime, indorate dagli ultimi riverberi del sole, luccicano nelle fulgide luci rossastre del tramonto come spille di diamanti su un abito di seta.
Navigatore e cellullari non danno segni di vita da un bel po’.
Il segnale GPS sembra scomparso. Non c’è campo. Nessuna rete. Niente di niente.
Affrontare i tornanti di montagna per tornare in hotel senza sapere di preciso dove andare, appare a Marcello una possibilità insicura e fragile.
Presto sarà buio pesto e sarebbe veramente difficoltoso ritornare in albergo con pochissimo carburante a disposizione.
Gli pare di aver girato in tondo per ore e ore. Era sicuro di essere sulla via giusta, ma le strade di montagna son tutte uguali.
Si gratta la narice destra con l’indice sinistro arricciando il naso e guarda furtivamente nello specchietto retrovisore.
Ginevra pettina il suo bambolotto, mentre Claudio osserva pensieroso il paesaggio con la fronte poggiata sul finestrino.
Emilia, seduta accanto a suo marito, capisce la difficoltà di Marcello ma non fa domande perché non vuol preoccupare i bambini.
Son tutti assorti e pensierosi.
Improvvisamente il fischio di una marmotta scompiglia i pensieri di ciascuno e richiama alla realtà ogni membro famiglia De Roberti.
«Ci siamo persi, papà?» chiede candida Ginevra mettendo il ciuccio al suo Cicciobello e ponendo fine al prolungato silenzio carico di dubbi che aleggia nell’abitacolo.
«Hic sunt leones o meglio, vista la località… Hic sunt marmottas!» sentenzia sghignazzando Claudio.
«Che cosa dici, Claudio? Non ho capito» chiede la mamma.
«La maestra, mamma, ci ha spiegato che una volta…»

