Lunedì è stata la giornata mondiale dell’ambiente, ieri quella degli oceani. Il verde e il blu. Due colori che circondano il nostro Pianeta da proteggere e rispettare. Quest’anno il tema della Giornata mondiale degli Oceani è “Pianeta oceano: le correnti stanno cambiando”. Con lo scopo di sensibilizzare opinione pubblica e istituzioni sulla necessità di mettere il mare e gli oceani al primo posto.
Quando si fa riferimento al mare non si presta attenzione al fatto che dal punto di vista scientifico, sia geografico sia geologico, oceani e mari sono unità distinte. I mari costituiscono bacini marginali in comunicazione con i relativi oceani. Esistono soltanto tre enormi bacini oceanici, l’Oceano Pacifico, l’Oceano Atlantico e l’Oceano Indiano. L’oceano (diviso in questi tre bacini) non solo ricopre oltre il 70% della superficie terrestre e ospita l’80% della biodiversità mondiale ma produce anche il 50% dell’ossigeno presente in atmosfera. Infatti rappresentano il nostro polmone: sono dei “filtri” per l’assorbimento della CO2 rilasciata nell’atmosfera.
Oltre a ciò, si ricorda anche il ruolo che gli oceani ricoprono nel mantenimento della vita degli equilibri del pianeta. Al punto 14 dell’ormai celeberrima Agenda 2030 si ribadisce la necessità di tutelare la vita sott’acqua, ricca di biodiversità animale e vegetale. Ospitano infatti una grandissima varietà di animali: a partire dalle minuscole alghe e dai batteri che compongono il fitoplancton, ospitano cetacei, come le balene e i delfini, grandi predatori marini, come squali e orche. Ma anche foche, trichechi, pinguini e una miriade di altre forme di vita.

