Gli ambientalisti tornano ad attaccare le opere d’arte. Stavolta hanno imbrattato un dipinto di Claude Monet al Museo Barberini di Potsdam, in Germania, lanciandogli contro del purè di patate. Si tratta di ‘Les meules’ (“il pagliaio”) ed è considerata fra i capolavori dell’artista francese.
Lo ha reso noto lo stesso gruppo, ‘Last Generation’, su Twitter postando il video dell’azione di protesta. Gli attivisti chiedono misure efficaci contro il cambiamento climatico: «La gente è affamata, ha freddo, muore. E tutto ciò di cui siete preoccupati sono una salsa di pomodoro o un purè su un quadro. Sapete per cosa sono preoccupata io? Sono preoccupata perché la scienza ci dice che non potremo dare da mangiare alle nostre famiglie nel 2050». Il museo tedesco sta valutando gli eventuali danni al dipinto di Monet, che dovrebbero essere non gravi visto che le opere sono coperte da lastre di vetro o superfici smaltate.
L’ultima protesta era avvenuta a Londra, quando due attiviste per l’ambiente avevano gettato zuppa al pomodoro sul capolavoro di Van Gogh ‘I Girasoli’. In Italia, invece, era stata presa di mira “La Primavera” di Sandro Botticelli agli Uffizi di Firenze.
Ma ci si chiede: imbrattare le opere d’arte ha un impatto significativo sulla causa dell’emergenza climatica?

