Il badminton è uno tra gli sport più completi che offre vantaggi non solo fisici, ma data la sua natura divertente e ideale per socializzare, regala un profondo senso di benessere.
Protagonista di questo gioco è il volano, ossia la “palla” usata in questa attività. Il volano deve essere rilanciato “al volo”, cioè non deve toccare terra prima di essere lanciato nel campo avversario, come nel tennis.
Si può praticare singolarmente o in coppia su un campo rettangolare diviso da una rete, dove l’obiettivo finale consiste nel colpire il volano con una racchetta e fargli oltrepassare la rete. Tutte le partite si giocano di tre set a 15 punti. Fondamentale per vincere, è seguire le regole che richiedono di non far cadere il volano fuori dal campo, oppure non colpire un giocatore, tanto meno toccare la rete mentre il volano è in gioco.
Il Badminton ha una storia molto antica; le testimonianze storiche confermano l’esistenza, fin dal I secolo a.C., di un antico gioco cinese in cui si usavano volani e rudimentali racchette. Diventando molto popolare, il gioco inizia a diffondersi verso terre lontane raggiungendo il Giappone, l’India, il vecchio Siam, fino toccare la Grecia e poi arrivare in Inghilterra. La versione moderna di questo gioco ha avuto origine in India con gli ufficiali militari britannici che lo portarono in Inghilterra dove ne svilupparono regole formali. Si presume che questo gioco abbia preso nome dal castello inglese, Badminton House, in cui fu giocato la prima volta come sport.
Si differenzia dalla maggior parte degli altri sport di racchetta per via del volano piumato usato come l’oggetto colpito, invece di una palla. Le piume sul volano producono alta resistenza, rendendolo lento rapidamente dopo essere stato colpito. Inizialmente, tuttavia, il volano può viaggiare a velocità molto elevate per poi rallentarsi. La bravura è proprio qui.
Nel 1934 nasce l’I.B.F. (Federazione Internazionale Badminton), nel 1976 nasce la Federazione Italiana Badminton, mentre nel 1992 viene presentato come disciplina olimpica a Barcellona.
Il badminton non fa bene solo al corpo, ma anche alla socialità perché entrando in una squadra si accrescere la fiducia in sé stessi, mettendo alla prova i propri limiti e ponendosi delle sfide. Fino alla Seconda guerra mondiale questo gioco ero considerato uno sport tipico delle classi benestanti, praticato con senso estetico: si cercava la bellezza del colpo, eseguito con grazia e lentezza. Molti giocatori lo praticavano come attività propedeutica al lawn tennis. Importante era saper perdere con il sorriso sulle labbra e gustare una buona tazza di tè dopo il gioco. Un secolo dopo, il fine ultimo è rimasto invariato: giocare per il piacere di farlo, con serenità e gioia.

