A Pontevedra, città spagnola, non sono le auto a provocare ingorghi ma pedoni, passeggini, biciclette. Come mai?
Pontevedra – città di oltre 80mila abitanti, capoluogo dell’omonima provincia, in Galizia, non lontano dal confine con il Portogallo – ha trasformato gli spazi riservati al traffico stradale e ai parcheggi in spazi di incontro per i cittadini. Ha deciso, così, di rinunciare alle auto e di creare un modello di città a misura di pedoni e commercianti.
Dal 2001 si è pensato di recuperare lo spazio pubblico per i cittadini, permettendo più autonomia alle persone fragili, come i bambini, anziani, disabili. Le auto, tuttavia, non sono vietate: possono circolare in caso di emergenza, trasporto merci o se provvisti di garage privato. Ma, in città, i veicoli sono ormai ospiti perché i marciapiedi si presentano più ampi, le vie più strette, c’è un solo parcheggio, non ci sono semafori, il limite di velocità è stato ridotto a 30 km/h.
Risultato? Meno traffico, riduzione dell’inquinamento e incremento del commercio locale. Insomma, Un modello di città a dimensione di pedoni che può essere esportato altrove.

