Le fiamme – a detta del capo della protezione civile “senza precedenti” – hanno investito anche le isole greche. Nel villaggio di Limni sull’isola di Evia piĂą di mille abitanti sono stati fatti evacuare via mare con traghetti o imbarcazioni private. Altri 12 villaggi sono stati svuotati sulla terraferma. Un altro grave incendio ha colpito la regione meridionale di Mani, nel Peloponneso.
Secondo le autoritĂ sebbene si tratti dell’ondata di calore piĂą pesante registrata negli ultimi trent’anni – le temperature hanno raggiunto picchi di 46 gradi – la maggior parte dei focolai non sarebbero di origine naturale.
Gli abitanti lamentano scarsi mezzi antincendio a disposizione e denunciano di essersi sentiti abbandonati. Il governo greco ha chiesto aiuto attraverso il sistema di supporto di emergenza dell’Unione europea. Vigili del fuoco e aerei sono arrivati ​​da Francia, Ucraina, Cipro, Croazia, Svezia e Israele, Romania e Svizzera.
Turchia: danni e vittime
Lo stesso scenario, con roghi e vittime, avvolge la Turchia. Afa e siccitĂ i responsabili, ma le autoritĂ turche non escludono che sia opera di piromani. Il Paese non ha nessun aereo antincendio funzionante e Erdogan ha rifiutato l’aiuto dei paesi esteri.

