Anche il cervello ha un’impronta unica, ed ogni cervello ha la sua. Una sorta di personale “firma digitale” che i ricercatori del Politecnico di Losanna sono riusciti a catturare e che sarà molto utile per approfondire gli studi su questo organo e comprendere meglio le malattie neurodegenerative, ovvero quelle malattie che colpiscono proprio il sistema nervoso centrale. Catturare l’impronta del cervello è stato possibile grazie alle nuove tecniche di analisi delle immagini ottenute con la risonanza magnetica, dalle quali è emerso che i “connetomi”, elementi che funzionano come un registro di tutte le attività cerebrali, seguono un preciso schema a seconda degli stili di vita di una persona. Questi dati si possono raccogliere in appena un minuto e quaranta secondi. Un tempo davvero minimo se rapportato all’enorme quantitativo di dati raccolti nell’arco della vita di un uomo.
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