Milioni di persone in Europa e nel mondo stanno subendo l’impatto del Covid-19. Ad Atene, in Grecia, al Mental Health Summit, si è discusso di vaccini e delle pesanti conseguenze della pandemia sulla salute mentale. È in quest’occasione che la redazione di Euronews ha incontrato il direttore regionale per l’Europa dell’Oms, Hans Kluge.
Dai punti chiave emerge che la salute mentale è un problema di tutti:
“La salute mentale era una questione problematica già prima della pandemia. Le malattie mentali sono la principale causa di disabilità. Una persona su sei in epoca, diciamo, pre-Covid, soffriva di disturbi mentali. La grande scoperta ora emersa dal nostro studio è che ciascuno di noi è vulnerabile. Chiunque, anche se di solito è forte, può sviluppare un disturbo mentale, in particolare ansia o depressione, ed è di questo che il summit si sta occupando. Sono molto grato alla Grecia, al primo ministro, al ministro della salute Kikilias, per aver fatto uscire dall’ombra il problema della salute mentale. Dev’essere la pietra angolare della nostra società, del nostro modo di vivere. La salute mentale è affare di tutti”.
Un’attenzione particolare sarà riservata a bambini e adolescenti:
“Dobbiamo concentrarci innanzi tutto su quelli che chiamiamo gruppi ad alto rischio, come bambini e adolescenti, che hanno sofferto molto con la chiusura delle scuole. Le scuole non sono solo un ambiente educativo, forniscono anche una forma di protezione sociale, per esempio, dalla violenza domestica, che non preoccupa come dovrebbe. Ma lo studio ha mostrato anche che dobbiamo prestare molta più attenzione ai nostri operatori sanitari e sociali. E voglio davvero esprimere il mio apprezzamento a tutti gli operatori sanitari greci ed europei che sono stati e sono tuttora gli eroi di questa pandemia”.
L’obiettivo che ci si propone è un nuovo modo di promuovere la salute mentale:
” Tempi straordinari – come quelli della pandemia – richiedono soluzioni straordinarie, e al consiglio dell’organo di governo dell’Oms Europa a settembre speriamo di ottenere l’approvazione di un piano d’azione europeo“.

