A casa dei nonni, la porta si aprì con un profumo di mandarini e cannella. Riccardo e Rebecca entrarono correndo, con gli occhi che brillavano come lucine di Natale.
«Quest’anno il presepe lo prepariamo noi!» annunciò Riccardo gonfiando il petto.
La nonna sorrise, asciugandosi le mani sul grembiule. «Allora venite in salotto. Il nonno ha già tirato fuori la scatola grande.»
La scatola era enorme, piena di carta colorata e piccole statuine avvolte nella carta di giornale. Rebecca la aprì con delicatezza: «Guardate! Il bue e l’asinello!» Li posò sul tavolo come se fossero tesori preziosi.
Il nonno, con gli occhiali scivolati sulla punta del naso, spiegò: «Quando ero piccolo questi li ha dipinti mio papà. Ogni anno stanno sempre accanto alla grotta.»
Riccardo li guardò con rispetto. «Allora quest’anno staranno al centro.»
I due bambini cominciarono a lavorare:
- Riccardo sistemava le montagne di carta roccia, creando grotte e colline.
- Rebecca stendeva il muschio fresco che profumava di bosco.
«Qui ci metto il laghetto!» decise Riccardo, appoggiando un pezzetto di carta argentata.
«E io ci metto la pecorella che beve!» rise Rebecca.
La nonna, intanto, accendeva le lucine. «Pronti?» chiese.
Quando premé l’interruttore, il presepe si illuminò di un bagliore caldo e dorato.
«Manca solo una cosa…» disse il nonno avvicinandosi con un piccolo scrigno di legno. Lo aprì piano e dentro c’era la statuina di Gesù Bambino. «Questa la mettiamo sempre la notte di Natale. Così aspettiamo insieme.»
Riccardo e Rebecca si scambiarono uno sguardo emozionato.
Rebecca sussurrò: «Non vedo l’ora che arrivi.»
Poi si sedettero tutti sul divano a guardare il presepe appena finito, come se fosse un paesaggio magico in cui, da un momento all’altro, i pastori potessero iniziare a camminare davvero.
E mentre fuori iniziava a cadere la prima neve, in casa dei nonni regnava una pace speciale, quella che solo il Natale sa portare.

